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martedì 28 Settembre 2021
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Ucciso a pugni a Bitonto, eseguita l’autopsia: domani la convalida del fermo

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Occorreranno 90 giorni per stabilire se il trauma cranico e la conseguente emorragia cerebrale che ha ucciso il 40enne Paolo Caprio, di Bitonto (Bari), siano stati causati dai tre pugni ricevuti in pieno volto dal 20enne Fabio Giampalmo o dalla successiva caduta. L’autopsia è stata eseguita oggi nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari dalla dottoressa Sara Sablone, nominata come consulente tecnico dalla Procura, ma serviranno gli accertamenti istologici e altri esami per capire le cause esatte della morte.

La dinamica è già abbastanza chiara: nella notte tra il 4 e il 5 settembre, in una stazione di servizio alla periferia di Bitonto, Giampalmo ha colpito la vittima sul viso durante un litigio, secondo gli inquirenti per futili motivi, e il 40enne è poi caduto sbattendo la testa sul marciapiede. Al momento il 20enne risponde di omicidio volontario aggravato in quanto, secondo il pm Ignazio Abbadessa che coordina le indagini sul delitto, essendo un esperto di arti marziali avrebbe sferrato quei pugni con l’intenzione di uccidere.

Domani mattina Giampalmo, che è in carcere a Bari da domenica, comparirà dinanzi al gip per l’udienza di convalida del fermo e per l’interrogatorio, a seguito del quale il giudice deciderà se applicare misura cautelare e per quale reato, se omicidio volontario o preterintenzionale.


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