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mercoledì 27 Ottobre 2021
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CPR di Bari, frode nei servizi di assistenza e sorveglianza sanitaria degli immigrati: quattro indagati

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La Procura di Bari ha chiuso le indagini su una presunta frode nell’esecuzione delle prestazioni di assistenza e sorveglianza sanitaria degli immigrati all’interno del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Bari con informazione di garanzia notificata a quattro persone. Le indagini della Squadra Mobile hanno accertato irregolarità nell’adempimento del contratto di appalto per la gestione della struttura, affidata alla cooperativa Badia Grande di Trapani. Agli indagati si contesta anche l’aver causato il rischio di diffusione di malattie infettive.

L’informazione di garanzia è stata notificata alla direttrice del centro fino a febbraio 2021, al medico responsabile del CPR fino a dicembre 2019, al legale rappresentante della Società Cooperativa Badia Grande e al referente dell’associazione Paceco Soccorso per il servizio di assistenza sanitaria nel CPR.

I reati contestati sono, per tutti, la frode nell’esecuzione del contratto di affidamento – in particolare, del servizio di assistenza sanitaria – e per tre di essi la violazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro per la mancata esecuzione delle visite mediche di primo ingresso.

Le indagini hanno evidenziato che la precarietà dei servizi essenziali erogati dalla cooperativa ha contribuito a creare le condizioni di esasperazione da cui sono scaturiti proteste e incendi all’interno della struttura, con una vera e propria rivolta degli immigrati messa in atto ad aprile del 2019.


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