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domenica 5 Dicembre 2021
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Tragedia 16enne morta in stazione, ricostruita la dinamica. L’amarezza del sindaco: “Posto pericoloso”

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Era seduta a ridosso della banchina che costeggia i binari, a poche decine di centimetri dalle rotaie, la 16enne di Cassano che ieri sera è stata uccisa da un treno in transito nella stazione di Acquaviva. “Non travolta dal convoglio, ma risucchiata dal suo passaggio – spiega al telefono il sindaco Davide Carclucci -. Il treno ha tirato giù la ragazza, che ha poi sbattuto violentemente la tempia contro una delle carrozze. Non si è accorta di nulla perché indossava un cappuccio e aveva alle orecchie delle cuffiette: non l’ha né visto né sentito arrivare”.

La ricostruzione della dinamica dei fatti è confermata anche dalla Polizia ferroviaria e dai carabinieri: agenti e militari hanno ascoltato per tutta la notte altri giovani che erano sul posto al momento dell’incidente, amici della vittima, confermando l’ipotesi della fatalità. Oggi il medico legale Biagio Solarino effettuerà l’esame esterno cadaverico nel Policlinico di Bari. L’orientamento del pm di turno del Tribunale di Bari, Manfredi Dini Ciacci, è quello di non fare l’autopsia. Dinamica chiara. Al momento, non si ipotizzano responsabilità.

Il sindaco Carlucci, che per il giorno dei funerali della ragazza ha annunciato l’intenzione di proclamare il lutto cittadino, in qualche maniera racconta di una tragedia annunciata. Proprio ieri sera, un paio d’ore prima del dramma, era in stazione con la Polizia Locale per un giro di controllo. “Ogni tanto ci andiamo – rivela Carlucci -. Si tratta di una stazione ormai automatizzata, sguarnita di personale, diventata pericoloso luogo di ritrovo per i giovani già dalle prime ore della mattina”.

“Lì vicino ci sono due istituti superiori – spiega il sindaco -. Circostanza che crea un certo movimento di giovani sia a ridosso delle ore scolastiche sia nella fascia oraria pomeriggio/sera. Un fenomeno a cui assistiamo da anni. Presumibilmente, c’è un giro anche di spaccio. Quantomeno di consumo di marijuana e di alcol. Nei mesi scorsi siamo intervenuti, anche su segnalazione di alcuni cittadini, per alcune tematiche inerenti la sicurezza. Abbiamo scritto a RFI, ma nulla è cambiato”.

L’amarezza del sindaco è palpabile. “Non è mia intenzione attribuire colpe o sottolineare inadempienze – premette –. Per il futuro, però, è auspicabile che all’interno della stazione vengano istituiti dei presidi di vigilanza, almeno nelle ore più critiche. Noi, per quanto nelle nostre possibilità, abbiamo fatto più volte visita ai ragazzi cercando di far capire loro, anche ieri sera, che la città offre luoghi di ritrovo più sicuri. Più di questo non possiamo fare”.

La competenza, insomma, non sarebbe dell’amministrazione comunale. “Io non posso impedire alle persone di sostare in stazione in assenza di biglietto ferroviario – conclude il sindaco -. Lì c’è anche un bar. Come fai a dire alla gente di andare via? È una cosa che può fare la Polfer, non la Polizia Locale”.


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