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giovedì 19 Maggio 2022
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Bari, sesso per curare papilloma virus: arrestato il ginecologo Miniello

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Il ginecologo barese Giovanni Miniello, 68 anni, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di due pazienti alle quali avrebbe proposto rapporti sessuali come cura per il papilloma virus.

In entrambi i casi avrebbe abusato della sua qualità di medico molestare le due giovani donne. I due fatti per il quali il gip ha disposto gli arresti domiciliari risalgono al settembre 2019 (denunciato dalla presunta vittima due mesi dopo) e a giugno 2021. La vicenda è diventata nota alcune settimane fa dopo un servizio della trasmissione “Le Iene”.

La richiesta di arresto è stata firmata dal procuratore Roberto Rossi, dall’aggiunto Giuseppe Maralfa, che coordina il pool che si occupa di fasce deboli, e dalle pm Grazia Errede e Larissa Catella. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Angelo Salerno.

Le indagini dei carabinieri sono partite dalle denunce presentate da alcune pazienti nei cui confronti il medico, “nel corso delle visite e dei controlli sanitari cui si erano sottoposte presso il suo studio privato, aveva posto in essere atti e condotte gravemente lesive della loro sfera e libertà sessuale, peraltro in assenza di avviso alcuno alle pazienti circa talune pratiche ‘invasive’ cui sarebbero state sottoposte e senza quindi averne accertato il relativo consenso” si legge negli atti.

Il gip parla di “condotte del tutto estranee alla attività di indagine medica, poste in essere nell’ambito di un contesto caratterizzato dall’uso di frasi e affermazioni dall’esplicito contenuto sessuale”. Per il ginecologo la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma il giudice ha ritenuto che “pur adeguata e proporzionata rispetto alla gravità dei delitti in questione, non risulta necessaria nel caso di specie, potendosi invece far fronte alle predette esigenze cautelari con la misura custodiale degli arresti domiciliari, altrettanto idonei a limitare la libertà personale dell’indagato, impedendogli contatti con potenziali pazienti, così precludendo nuove occasioni per tornare a delinquere”.

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