“Sono totalmente estraneo ai fatti, se questi fatti esistono. Non esistono elenchi di nomi di elettori in mio possesso e sono fiducioso nell’operato della magistratura”. Con queste poche parole il sindaco di Triggiano, nel Barese, Antonio Donatelli, commenta l’avviso di garanzia che gli è stato notificato oggi contestualmente ad una perquisizione domiciliare con l’accusa di corruzione elettorale.
Nell’indagine dei carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli con i sostituti Savina Toscani e Claudio Pinto, il sindaco è accusato con altre 12 persone di comprandita di voti, 50 euro per ogni preferenza in suo favore, nelle elezioni amministrative dell’ottobre scorso che hanno portato alla sua rielezione. “Se qualcuno ha commesso illeciti ne risponderà, io non ne so nulla e sono del tutto estraneo a ipotesi di questo tipo” aggiunge il sindaco.







