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sabato 29 Gennaio 2022
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Parco 2 Giugno, si moltiplicano le denunce: altri 4 ragazzi aggrediti. Uno con il naso rotto

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L’aggressione subita da un 14enne al parco 2 Giugno qualche giorno fa non è un caso isolato. Dopo la denuncia riportata da Telebari, altre segnalazioni sono arrivate in redazione. Ne abbiamo contate quattro, avvenute in altrettanti momenti diversi; in un caso, a farne le spese in maniera grave è stato un altro ragazzo di 14 anni, picchiato brutalmente da una gang di 7-8 balordi, alcuni di questi presumibilmente maggiorenni.

“Nel pomeriggio dello scorso 30 dicembre mio figlio è andato a fare una passeggiata al parco 2 Giugno con un amico – racconta la madre a Telebari – È entrato dal lato di viale Einaudi, per poi recarsi nell’area in cui ci sono giostrine e altalene. Nel giro di pochi istanti il suo amichetto è stato accerchiato da questi ragazzi che, senza alcun motivo, lo hanno schiaffeggiato. Mio figlio si è messo in mezzo per difenderlo e, mentre il compagno è riuscito a fuggire, lui è stato preso a pugni. Lo hanno buttato a terra – sottolinea ancora – e non contenti lo hanno preso a calci”.

Ma non è finita qui, perché non è stata un’aggressione fine a se stessa. “Gli hanno chiesto i soldi ma lui non ne aveva. Allora gli hanno preso il cellulare ma, non essendo un modello di ultima generazione, non lo hanno voluto. Lo hanno quindi abbandonato a terra, sanguinante”. Soccorso da alcuni passanti che hanno allertato il 118, il giovane è stato trasportato al Policlinico di Bari, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la ricostruzione del setto nasale, oltre alla medicazione di alcuni tagli sul labbro.

I genitori hanno presentato denuncia ai Carabinieri, nella speranza di poter risalire a questo gruppo di malviventi che, a quanto pare, avrebbe già colpito, non solo nelle ultime settimane. “I figli di una mia amica hanno subito la stessa aggressione la sera di Halloween – spiega la donna – e il modus operandi è stato lo stesso. Volevano soldi e cellulare”. Il 14enne, dopo l’operazione al setto nasale, è stato dimesso e ora è a casa per riprendersi. “L’iter è ancora lungo, ci sono i punti da togliere nei prossimi giorni, anche se mio figlio è abbastanza tranquillo. Quando gli ho chiesto perché si fosse intromesso, mi ha risposto che se non lo avesse fatto non avrebbe più dormito la notte”.

Quindi l’appello al Comune di Bari, per rendere più sicuro uno degli pochi polmoni verdi della città, un’area che da anni è luogo di ritrovo di tanti ragazzi. “Non dobbiamo aspettare che accada qualcosa di più grave – conclude la mamma – ma quando il parco è aperto c’è bisogno che qualcuno faccia la ronda. Oggi quella zona è davvero terra di nessuno”.

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