“Non si ritiene possibile affermare oltre ogni ragionevole dubbio” che il vaccino “sia stata la causa unica ed esclusiva nella determinazione” della morte di Alessandro Cocco, il 54enne deceduto per una trombosi nel Policlinico di Bari il 15 giugno 2021, dopo la somministrazione del vaccino Johnson & Johnson. Secondo i consulenti della Procura di Bari il vaccino avrebbe “con maggiore probabilità agito come concausa minima”, perché il 54enne soffriva di una pregressa artrosi venosa e del deficit della proteina S che non sapeva di avere. Sulla base di queste valutazioni, la pm Larissa Catella ha chiesto l’archiviazione del caso.
“Presenteremo immediatamente opposizione alla richiesta di archiviazione. Ci sono numerosi aspetti da chiarire e la famiglia chiede giustamente di conoscere la verità. Occorre in particolare approfondire se sono stati rispettati tutti i protocolli relativi alla produzione del vaccino e se la morte del signor Cocco, che era perfettamente in salute, poteva essere evitata”.
Lo dichiara il legale della famiglia, l’avvocato Daniele Bocciolini. “Nella stessa consulenza tecnica – evidenzia il difensore – non si esclude oltre ogni ragionevole dubbio che la somministrazione del vaccino possa essere causa unica ed esclusiva del decesso: secondo i consulenti, infatti, sicuramente si tratterebbe quantomeno di una concausa nel determinismo della trombosi e quindi della morte. Occorre chiarire anche la questione relativa agli effetti collaterali dello stesso vaccino. Difatti, all’epoca dei fatti gli eventi di natura trombotica non erano nemmeno citati come eventi avversi, indicazione che verrà inserita solo il 1.10.2021 nell’aggiornamento del documento pubblicato da Aifa. Occorre, a nostro giudizio, anche verificare se nelle fasi successive alla somministrazione, sotto il profilo sanitario, è stato fatto tutto il possibile per evitare l’evento: la morte è avvenuta infatti circa 20 giorni dopo la vaccinazione”.
“Nonostante quindi la relazione dei consulenti della Procura di Bari abbia stabilito il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e il decesso seppure come concausa – conclude il legale – è stata comunque presentata richiesta di archiviazione del procedimento penale, notificando l’avviso alle persone offese dopo quasi sette mesi dall’apertura dell’inchiesta. Chiederemo quindi indagini suppletive e nomineremo il nostro consulente medico-legale di parte”.







