“Siamo qui a riferire ancora una volta, l’ennesimo episodio di violenza sul lavoro ai danni di un autista, questa volta dell’azienda di trasporto pubblico locale delle Ferrovie Sud Est”. Inizia così la lettera inviata da Mario Discornia, segretario Faisa Cisal Puglia, all’assessore regionale ai Trasporti, Anita Mauridonia, alla Prefettura di Bari e alla direzione generale Fse.
La denuncia riguarda un grave fatto di cronaca avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì a Casamassima quando “alla fermata del bus – raccontano dalla Federazione Autonoma Italiana Sindacale Autoferrotranvieri – un giovane in procinto di salire sul mezzo veniva, come prassi, invitato dall’autista a mostrare il recapito di viaggio. Per tutta risposta il giovane, infastidito dalla richiesta, in maniera improvvisa e violenta, avvicinatosi all’autista ha iniziato a sferrare una serie di pugni sul viso del malcapitato provocandogli un’evidente tumefazione all’occhio destro con lacerazione al sopracciglio. Solo l’immediato intervento di alcune persone ha evitato il peggio, con il ragazzo che è stato poi bloccato e accompagnato al Comando della Polizia Locale”.
“Ormai da anni su autobus e treni, su metropolitane e stazioni, si assiste impassibili ad episodi di aggressioni fisiche e verbali durante l’espletamento del servizio, determinando insicurezza per operatori ed utenza trasportata – continuano dal sindacato -. Con la presente, invitiamo l’azienda, avendo le generalità dell’aggressore, a esporre denuncia nei riguardi del soggetto a difesa del lavoratore per gli eventuali danni morali e fisici, nonché per il danno di immagine ed economico dovuto all’interruzione della corsa”.
“Nello stesso tempo – concludono – invitiamo sia l’assessore ai Trasporti sia il prefetto a non demandare tutto alle aziende di trasporto, in quanto essendo un problema di ordine pubblico, si dovrebbero trovare delle soluzioni condivise con le forze dell’ordine, le associazioni datoriali ed i sindacati, per porre termine a questi atti di violenza gratuita. È una situazione di degrado sociale senza precedenti, aggravatasi durante il periodo di pandemia, ma che merita una risposta concreta e decisa da parte delle istituzioni”.







