Le 13:30 del pomeriggio, una giovane di poco più di vent’anni. Due ragazzini sicuramente minorenni a bordo di una bici elettrica le passano accanto, sul marciapiede a uso promiscuo pedoni-bici di via Re David, e la schiaffeggiano sul sedere con forza. Neanche il tempo di rendersi conto dell’accaduto e i due si danno alla fuga.
Il quarto episodio in pochi giorni dopo quelli avvenuti ad una 13enne e ad una 17enne lo scorso sabato in via Sparano, palpeggiata da due ragazzini con lo stesso identikit, forse solo per una facile somiglianza e per l’utilizzo anche da parte loro di una bici, e quello avvenuto al Parco Rossani a danno di una 16enne, immobilizzata, insultata e toccata anche lei da un gruppo di ragazzini.
Episodi in serie al confine tra la molestia e la violenza sessuale che hanno la caratteristica comune della ripetitività, in un’escalation che coinvolge sempre ragazze, per lo più di giovane età ma soprattutto incapaci di difendersi anche da un gruppo di ragazzini.
Anche il presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia Vincenzo Gesualdo è intervenuto sul fenomeno. “Occorre individuare un’area di intervento”, ha spiegato, “quella dell’infanzia e dell’adolescenza in cui famiglie e istituzioni che si interessano dello sviluppo dell’individuo orientino i propri processi formativi e di socializzazione alla ricostruzione di sentimenti di appartenenza”. “Va promosso – ha concluso – a partire dagli ambienti familiari e scolastici, un clima culturale e sociale che scoraggi sul nascere certi comportamenti prepotenti e prevaricatori”.








