Appostamenti e pedinamenti, per scoprire che si trattava di un servizio taxi abusivo. Sorpreso in Corso Benedetto Croce a Bari dagli agenti del Nucleo di Polizia Amministrativa della Polizia Locale di Bari un soggetto a svolgere con il proprio veicolo il servizio taxi abusivamente senza essere in possesso di alcun titolo abilitativo. “Le verifiche e contestazioni sono il risultato di una attività complessa di appostamenti e pedinamenti che hanno consentito poi di contestare la violazione dell’articolo 86 Codice della strada”, spiega il comandante Michele Palumbo.
L’articolo prevede che il servizio di piazza con autovetture, motocicli e velocipedi con conducente o taxi sia disciplinato dalle leggi specifiche che regolano il settore. Chiunque, senza avere ottenuto la licenza, adibisce un veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.812 euro a 7.249. Dalla violazione conseguono le sanzioni amministrative accessorie della confisca del veicolo e della sospensione della patente di guida da quattro a dodici mesi.
Quando lo stesso soggetto è incorso, in un periodo di tre anni, in tale violazione per almeno due volte, all’ultima di esse consegue la sanzione accessoria della revoca della patente. Le stesse sanzioni si applicano a coloro ai quali è stata sospesa o revocata la licenza.
“Cosa rischia invece il passeggero del tassista abusivo? Se usufruisce del servizio di un taxi non autorizzato mette in pericolo la sua sicurezza – ricorda ancora la polizia locale di Bari – Potrebbe capitare, ad esempio, di ritrovarsi un tassista che utilizza un’auto senza una buona manutenzione o, addirittura, sprovvisto della patente di guida; la tutela giuridica non è assicurata , perché in caso di incidente stradale non ha la garanzia che il taxi sia assicurato. Inoltre fa un grave danno all’economia del Paese e ad una categoria di onesti lavoratori, i taxisti, che pagano le tasse e rispettano le regole”.







