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domenica 29 Gennaio 2023
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Tecnologia e ambiente, il ruolo dell’eolico offshore in Puglia

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C’è sempre il mare blu e cristallino della nostra regione a finire al centro delle mire e dei desideri delle grandi aziende internazionali. Stavolta però non c’entrano niente il turismo, la ricezione alberghiera e la ristorazione. Il mare della Puglia è al centro del discorso energetico.

L’obiettivo è quello di realizzare dei parchi eolici offshore nell’Adriatico e nello Ionio, con una svolta green che cerca di unire tecnologia e ambiente, sviluppo sostenibile e ricerca. Sono diversi i progetti messi in campo: da “Messapia”, il parco presentato dal Gruppo Eni e da Simply Blue Group, a 30 km dalla costa di Taranto e una produzione di 3,8 Terawattora oppure “Lupiae Maris”, altro offshore di marchio italo svizzero tra Brindisi e Lecce.

La questione cruciale dello sviluppo delle rinnovabili e dell’eolico offshore in mare è che queste ultime sono meno impattanti dell’eolico a terra – ha spiegato il Presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli, in questa intervista – è importante che ci sia una partecipazione ampia della cittadinanza attraverso una corretta informazione sull’impatto ambientale e sociale. E poi è importante che ci sia una pianificazione delle opere”.

Una svolta green che si è resa possibile grazie ad un’altra svolta: quella tecnologica. Da tempo, infatti, gli esperti hanno puntato su questo settore per salvare l’ambiente e per cercare di introdurre pratiche virtuose e sostenibili. Anche se non mancano discussioni e polemiche. Gli esperti si sono divisi in particolare sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e ambiente. Se Larry Fink, CEO di Blackrock, ha spiegato come l’IA possa ridurre di oltre 5 miliardi di tonnellate la CO2 nell’aria, generando un valore complessivo di 2,6 trilioni di dollari, diverso è il parere di Kate Crawford. La ricercatrice di Microsoft e docente dell’Università di Sidney ha viaggiato per il mondo per capire come l’IA venga creata, progettata e strutturata, per studiare come vengono estratti i materiali necessari, come vengono trattati i lavoratori e quale sia il consumo di energia. Risultato? Assolutamente negativo. “L’intelligenza artificiale simboleggia il settore di estrazione del XXI secolo” ha spiegato.

E in molti si dividono anche sull’eolico, con grandi polemiche soprattutto nel Lazio, dove si dovrebbe costruire un parco di energia rinnovabile sulle colline tra Farnese e Bagnoregio, in provincia di Viterbo. La Legambiente si è schierata con la Regione, come avvenuto nel caso della Puglia, ma le polemiche non si sono fermate. Insomma, è ancora presto per capire dove ci porterà il binomio tecnologia ed energia sostenibile. E soprattutto per capire se potrà salvare il pianeta.

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