Non è solo un gioco da casinò, ma per molti è una vera e propria disciplina sportiva. Stiamo parlando del poker, che negli ultimi anni ha vissuto un vero e proprio boom diventando uno dei giochi più praticati in assoluto, soprattutto online.
A cambiare è stata progressivamente anche la percezione del pubblico nei confronti di questo gioco di carte, che un tempo era spesso legato all’alta società oppure addirittura ad ambienti ai limiti della legalità, mentre oggi è sempre più considerato un gioco di abilità piuttosto che un gioco d’azzardo.
Quanto conta la fortuna
Rispetto ad altri giochi da casinò, il poker è tra quelli in cui il fattore fortuna è meno rilevante per il risultato finale. Certo, le carte che si ottengono grazie alla Dea Bendata influenzano il punteggio, ma ci sono altri elementi che contribuiscono alla vittoria e che possono essere controllati dal giocatore.
Nel caso di altri giochi, come ad esempio la roulette o le slot machine, si parla invece di giochi d’azzardo puro perché la vincita dipende esclusivamente dalla casualità. Il giocatore non può in nessun modo (legale) determinare la casella in cui la pallina della roulette si andrà a fermare oppure non può controllare la combinazione casuale di numeri generata da una slot machine. Alla luce di ciò, qualsiasi strategia risulta inefficace in partenza perché in ogni giocata ci si affida esclusivamente alla casualità.
Il poker al confronto con altri giochi
Diverso è il discorso per giochi come il blackjack, il bridge o il poker. Nel primo è infatti possibile applicare una serie di metodi basati sulla matematica che consentono di aumentare sistematicamente il proprio vantaggio sul banco in termini di probabilità di vincita. Queste tecniche sono conosciute come “conteggio”, ma in realtà questo è solo uno dei passaggi necessari per poter avere un risultato concreto.
I “counter” sono diventati famosi grazie alla storia del celebre Blackjack MIT Team, portata sul grande schermo dal film “21” con Kevin Spacey. A partire dagli anni ’70, degli studenti d’eccellenza del Massachusetts Institute of Technology e dell’Università di Harvard sono riusciti a sbancare i casinò di Las Vegas e di Atlantic City grazie proprio a queste tecniche. Il conteggio è praticato ancora oggi, ma sono necessarie delle elevate competenze di calcolo probabilistico e di memoria, che nson rendono questo metodo adatto a tutti.
Il bridge, d’altro canto, è considerata una vera e propria disciplina agonistica, tanto da essere definito uno “sport della mente” riconosciuto in Italia anche dal CONI. Piuttosto che un gioco di carte viene definito un gioco ‘con’ le carte che è in grado di stimolare la capacità di analisi, di sintesi, di risoluzione dei problemi e anche di socializzazione.
Il poker sportivo, pur non avendo avuto ancora un riconoscimento ufficiale, si pone come un gioco in cui il giocatore può apprendere dei metodi per aumentare le proprie chances di vittoria. C’è chi ha preso questo gioco talmente sul serio da diventare un professionista, proprio come avviene nelle discipline sportive più comuni come il calcio o il basket. Spesso, ai tavoli finali dei tornei più importanti sono seduti solo professionisti e questo la dice lunga su quanto contino le abilità nel poker rispetto alla fortuna. Il modo migliore per poter comprendere come questo gioco funzioni è certamente quello di provarli. In Italia esiste un sito specializzato che permette ai suoi utenti di fare pratica e quindi apprendere nel miglior modo le diverse regole del poker, le diverse combinazioni e dosprattutto la scala poker attraverso partite e tornei organizzati tra giocatori internazionali.
Le competenze richieste per giocare a poker in modo professionale richiedono certamente una formazione, ma sono alla portata di chiunque decida di applicarsi con impegno e costanza. Inoltre, nel poker non è presente il cosiddetto “vantaggio del banco” come nel blackjack, dal momento che si compete contro gli altri giocatori.
Cambiare la propria attitudine verso il poker

Per migliorare a poker bisogna innanzitutto cambiare la propria visione del gioco. Esistono infatti tre tipi di pokeristi, a cui corrispondono altrettanti stili di gioco:
- il giocatore occasionale: considera il poker solo come un divertimento e non è interessato necessariamente a vincere. Inoltre, è moderato nelle puntate perché è dotato di un buon autocontrollo e, in caso di vincita, tende ad utilizzare i soldi per altre attività (ad esempio le vacanze) piuttosto che riutilizzarli per giocare. Non applica particolari tecniche per aumentare le probabilità di vincita.
- il ludopatico: è caratterizzato dal ragionamento di tipo emotivo (“oggi mi sento fortunato”) rispetto a quello logico, e dall’impulsività. Il gioco per questo tipo di player rappresenta una forma di fuga emozionale dalla quotidianità e spesso diventa centrale nella sua vita, con pensieri ricorrenti durante la giornata. Questa tipologia di giocatori non applica metodi per migliorare a poker, ma ricerca solo l’immediato piacere della vincita e, in caso di perdita, cerca di recuperare il denaro tornando a giocare. Il risultato è che con il tempo spende cifre superiori alle sue possibilità, con conseguenze negative per la propria situazione finanziaria e spesso anche per quanto riguarda i rapporti con i familiari.
- il giocatore professionista: è riflessivo nelle scelte, sa tenere a bada le emozioni, si affida alla statistica e non alle sensazioni del momento. È appassionato del gioco, ma non è dipendente da esso. Inoltre, fa scelte basate sulla logica e non sull’emotività; infatti, si affida alla statistica e al calcolo della probabilità. Il più delle volte inizia un percorso di studio per migliorare le abilità matematiche e psicologiche, che applica con impegno e costanza.
Ovviamente, l’unica di queste tre tipologie di giocatori che ci interessa in questa sede è la terza, cioè il professionista. Vediamo pertanto come migliorare a poker attraverso l’applicazione di alcune tecniche utilizzate proprio dai migliori “pro” del tavolo verde.
L’importanza dello studio

Non si può migliorare nel poker senza prescindere dallo studio, che rappresenterà le fondamenta delle proprie competenze nell’ambito del gioco. Non si tratta solo di approfondire le regole e le mani più forti come la scala a colore nel poker, ma anche di studiare la matematica ed in particolare il calcolo delle probabilità. È importante conoscere anche le percentuali più importanti in modo approfondito e in automatico, cioè senza doverle calcolarle di volta in volta.
Si può studiare dai libri – esistono tanti titoli molto validi sulla materia – ma oggi c’è anche la possibilità di utilizzare la formazione gratuita che i migliori casinò online mettono a disposizione dei giocatori gratuitamente.
È importante conoscere anche la psicologia ed in particolare il controllo delle emozioni, indispensabile per dare meno informazioni possibili all’avversario. D’altra parte, è fondamentale saper analizzare la comunicazione non verbale, proprio per intercettare i piccoli segnali inconsci degli altri giocatori che potrebbero fare la differenza in partita.
L’importanza dell’allenamento
Proprio come uno sportivo deve allenarsi costantemente per ottenere dei risultati nella propria disciplina, anche il pokerista deve prevedere un vero e proprio piano con sessioni di gioco. A differenza del giocatore occasionale che gioca per divertisti, il professionista gioca esclusivamente per migliorare.
Da non sottovalutare anche l’analisi delle proprie partite e delle proprie mani. È fondamentale, infatti, individuare gli errori ed i propri punti deboli per correggerli. Oggi si possono utilizzare anche dei tool online come i software di tracking: questi programmi consentono ad esempio di salvare tutte le mani giocate in un database in modo da poterle analizzare facilmente in un secondo tempo, ma anche di elaborare delle statistiche sul proprio gioco e su quello degli avversari.
Guardare video di poker
Una possibilità in più che oggi i praticanti di poker hanno rispetto al passato è quella di guardare i migliori professionisti ed i campioni in azione sul tavolo verde. Esistono infatti migliaia di video accessibili gratuitamente su YouTube e su Twitch, che consentono di studiare il gioco e carpire i segreti dei migliori.
Assumere un coach
Se si decide di fare veramente sul serio, allora si può anche prendere in considerazione la possibilità di assumere un insegnante privato. Un coach di poker farà sicuramente la differenza e consentirà di approfondire al meglio questo gioco per ottenere risultati più velocemente rispetto allo studio da autodidatta.
La preparazione è la chiave
Come abbiamo visto, sono diverse le modalità con cui si può migliorare il proprio gioco a poker, ma tutte sono accomunate da un elemento: la preparazione e lo studio della disciplina con costanza nel tempo. È questa la vera chiave per diventare più forti a poker.





