Se il 2024 dovesse confermare le stime di crescita, sarà un anno cruciale per il futuro del gambling, con effetti a catena importantissimi anche per tutto il resto dell’economia. Stiamo parlando infatti di un settore non solo in costante ascesa in termini di numeri, di pubblico e di utenti. Stiamo parlando di una vera e propria filiera che, se messa a regime, spinge sia sul lato dell’occupazione che su quello dell’Erario.
Per capirlo meglio dobbiamo chiedere aiuto ai numeri, come quelli analizzati dalla redazione Gaming Report che si basano sulle rilevazioni Istat. Il primo dato a cui prestare attenzione è la crescita della spesa media sul gambling per singola famiglia, che si conferma sui 36,6 euro ogni anno (mentre erano 34,2 nel 2021). A voler scendere nel dettaglio scopriamo che si spende meno al Nord, dove la media parla di 3,04 euro al mese, poi al Centro, con una media di 3,3 mensili, e infine il Sud, con ben 3,37 euro. Il Meridione d’Italia, insomma, è la prima zona per spesa media, in un trend che accomuna anche la nostra regione.
Basta guardare i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato che anche se relativi al 2021 sono un’ottima cartina al tornasole per capire la crescita della Puglia, che si assesta nella top ten delle regioni con maggiore spesa. Prima la Lombardia, con 2,3 miliardi, secondo il Lazio, con 2,1 miliardi, e la Campania a chiudere il podio, 1,3 miliardi). Poi è il turno dell’Emilia-Romagna (908 milioni di euro), il Veneto (901 milioni) e infine proprio il Tacco d’Italia, con 832 milioni di spesa.
Un flusso di denaro, questo, che rappresenta il 7% del Prodotto Interno Lordo del nostro paese e che, soprattutto, fa bene all’economia. Lo stato ha infatti incassato 10 miliardi e 300 milioni di euro, ancora in calo rispetto all’era pre Covid (nel 2019 si riuscirono ad incassare 11,3 miliardi), ma in netta ripresa rispetto al 2021, con una crescita del 22%. A cambiare in maniera molto forte è invece la distribuzione e i ruoli all’interno del settore stesso: se prima infatti era il gioco tradizionale, quello terrestre, fatto di centri, sale e retail, adesso è soprattutto l’online a spingere sull’acceleratore. La spesa sul comparto a distanza è pressappoco raddoppiata nel giro di pochi anni, passando da 1 miliardo e 800 milioni di euro agli oltre 3 miliardi e 700 milioni dell’ultima rilevazione. Crescono anche le scommesse sportive, che nell’ultimo triennio hanno fatto registrare un salto del +89%.
Numeri in crescita ovunque, insomma. Numeri che certificano la ripresa di un settore che può giocare un ruolo importante in tutta la nostra economia. A livello nazionale ma anche a quello locale, come nel caso della Puglia.






