Non si ferma la crisi strutturale del comparto terrestre del gambling, un settore che continua a offrire un contributo significativo al gettito fiscale del nostro paese ma che non è più riuscito a riprendersi dalla pandemia.
A dirlo è un recente studio, condotto dalla CGIA di Mestre, dal titolo “Percorso di Studio sul settore dei giochi in Italia”, all’interno del quale emerge una drastica riduzione della raccolta, accompagnata dal crollo del numero di esercizi e di apparecchi installati, con un conseguente cambiamento nelle abitudini dei consumatori. Ma entriamo nel dettaglio dei dati: nel 2024 la raccolta complessiva di AWP e VLT si attesta a 32 miliardi e 600 milioni di euro, in calo del 3,3% rispetto al 2023 e quasi del 30% rispetto al 2019. Il gettito erariale generato da queste attività scende del 21,9% rispetto al 2019, con una perdita di circa 1 miliardo e mezzo per lo Stato. A essere più colpita è la componente delle slot tradizionali, le cosiddette AWP, che perde il 30,3% della raccolta rispetto al 2019, mentre le VLT registrano un calo leggermente inferiore: -29,4%.
Una delle evidenze più marcate riguarda il drastico calo degli esercizi commerciali che ospitano AWP: si è passati dagli oltre 83 mila del 2015 ai circa 50 mila del 2024, con una contrazione del 40% in dieci anni. Il numero degli apparecchi installati si è ridotto da 263.191 a 246.663, con la diminuzione più significativa che si registra per bar, tabacchi e circoli privati, diminuiti del 18,7%, con una perdita di oltre 9.000 punti vendita. Maggiore resilienza lo registra invece il segmento delle VLT: nel 2024 le sale attive erano poco più di 4 mila, in calo rispetto al 2019 ma comunque con numeri positivi per quanto riguarda il numero di apparecchi installati. A questi numeri, comunque, non si accompagna un calo del gettito fiscale: il comparto ha generato oltre 5 miliardi di euro nel 2024.
Ma a cambiare, dicevamo, sono anche le abitudini degli appassionati che scelgono sempre di più il gioco a distanza. Tra il 2019 e il 2024 la raccolta del gioco è cresciuta del 95%, mentre il comparto degli apparecchi ha perso il 30% del volume. Attualmente, le macchinette classiche rappresentano solo il 21% della raccolta totale e sempre più utenti scelgono le slot VLT online, giochi differenti da quelle terrestri perché più interattivi, più moderni e con un alto tasso di engagement, ma soprattutto accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.
La rivoluzione tecnologica ha avviato questo processo che poi è stato accelerato dalla pandemia: il comportamento degli utenti e le abitudini di consumo sono cambiate e l’online ormai è il segmento vincente. I rischi, però, non mancano: una riduzione del comparto terrestre può provocare perdite di posti di lavoro e meno presidi di legalità e sicurezza nel territorio. Per questo le istituzioni sono chiamate a fare il loro dovere di prevenzione, controllo e sostegno alle attività.





