Gita al faro, sarebbe il caso di dire citando Virginia Woolf. Torna alla fruizione pubblica il faro San Cataldo di Bari, che sabato 1 marzo inaugura anche il Museo del faro e della radio. L’evento rientra in un più complesso progetto che ha portato al recupero di alcuni manufatti che sono veri e propri simboli per la Puglia: tre fari e tre torri costiere sono stati recuperati e messi in rete in chiave culturale nell’ambito dell’Interreg Co.He.N. (Coastal Heritage Network, Interreg Grecia-Italia 2014-2020) promosso e finanziato dalla Regione Puglia.
Architetture marittime pugliesi che diventano musei tematici e hub culturali in stretta relazione con i territori in cui si ergono. Ma che rinascono anche in connessione tra loro, grazie a una progettazione identitaria, curata da Asset, che fonde immagine coordinata, infografiche e nuove tecnologie multimediali per una narrazione innovativa e suggestiva all’insegna dell’accoglienza e dell’informazione ai visitatori sulla base di progettazioni ecosostenibili.
Si tratta del faro torre San Giovanni a Ugento e la torre San Felice a Vieste, già aperti e fruibili, la torre Pietra a Margherita di Savoia, la torre Calderina a Molfetta e il faro di Punta Palascia a Otranto; infine, il faro San Cataldo a Bari col suo Museo del faro e della radio che sarà aperto alle visite sabato 1 marzo, con una presentazione alle ore 12.
Il faro San Cataldo, tuttora in esercizio, è il terzo più alto di Italia, fondamentale per l’apertura degli scambi con l’Oriente e teatro del primo esperimento di trasmissione radio di Guglielmo Marconi, fra Bari e la costa del Montenegro (3 agosto 1904). Di qui la scelta di allestire un’esposizione contestualizzata nel sito: il visitatore è accolto da un video-racconto dei fari e delle torri di Puglia; una sala è dedicata alla storia della radio, un locale contiene reperti storici sui collegamenti radio via etere e un altro è dedicato alla prima trasmissione radio, con un focus sulla figura di Guglielmo Marconi. Le radio in esposizione provengono dalle collezioni di Alberto Chiantera e dell’Associazione Italiana Radioamatori – sezione di Bari.
Il Museo del faro e della radio è gestito, in convenzione con il Comune di Bari, dall’associazione Vedetta sul Mediterraneo, presieduta da Nicolò Carnimeo, docente dell’Università degli Studi di Bari e scrittore, in collaborazione con l’associazione Mar di Levante e l’Associazione Radioamatori Italiani – ARI sezione di Bari; direttrice onoraria la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti.
Il museo sarà aperto al pubblico le mattine del venerdì, sabato e domenica (visite alle 10) e sarà possibile prenotare la propria visita inviando una mail a associazionemardilevante@gmail.com (gruppi non superiori a 21 persone, ingresso 3 euro; aperture specifiche da concordare per scuole e associazioni).
Alla cerimonia di presentazione, sabato 1 marzo alle 12, interverranno il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Bari Vito Leccese, l’assessora comunale alle Culture Paola Romano, il direttore del Dipartimento regionale Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio Aldo Patruno, il direttore di Asset Elio Sannicandro. Per la Marina Militare, il comandante di vascello Marina Sud Cosimo Viscardi, la comandante di Fregata MariFari Miriam Fucci e l’ammiraglio Vincenzo Leone, direttore marittimo (comandante regionale Guardia Costiera) Puglia e Basilicata; per l’Agenzia del Demanio Domenico Giordano; per la Fondazione Museo Pascali – che curerà cicli di opere d’arte contemporanee a tema – il direttore Giuseppe Teofilo.
Nel corso dell’evento verranno connesse via radio altre stazioni di fari e torri costiere pugliesi, in particolare i fari di Molfetta, Torre Canne, Taranto e Lecce e il faro borbonico nel porto di Bari. Sempre a cura dell’Associazione Radioamatori Italiani sezione di Bari, ci si connetterà con la stazione marconiana della Fondazione Marconi.
“I fari – dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – sono edifici emblematici della storia e della cultura delle comunità costiere, ma sono anche architetture altruistiche perché pensate per guidare chi naviga verso le sicurezze della terra. Nell’ambito del progetto Interreg Co.He.N., la Regione Puglia ha coordinato un’operazione di recupero e riallestimento di queste strutture, trasformandole in luoghi vivi e di cultura, che custodiscono l’identità dei nostri paesaggi e la memoria della nostra storia. Il faro di San Cataldo, che diventa Museo della Radio, celebra infatti il legame tra Bari e Guglielmo Marconi. È qui che Marconi realizzò i primi esperimenti di collegamento radio con i Balcani. Dare a questo luogo la possibilità di rivivere nel solco di questa storia è un segnale di grande suggestione, ma è anche un’ulteriore testimonianza dell’impegno della Regione Puglia nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale e nel rafforzamento della cooperazione euro-mediterranea e del dialogo con le regioni adriatiche transfrontaliere”.
“Il faro San Cataldo è uno spazio di grande suggestione – commenta il sindaco Vito Leccese – che viene restituito alla fruizione pubblica grazie a un progetto di recupero e allestimento realizzato in sinergia con diversi attori istituzionali, che desidero ringraziare per aver condiviso con l’amministrazione comunale un percorso importante per la valorizzazione di un bene storico identitario della nostra città. Gli spazi espositivi offriranno ai visitatori l’opportunità, da un lato, di conoscere la storia dei fari e delle torri costiere di Puglia, dall’altro di approfondire la conoscenza del mondo della radio e di Guglielmo Marconi, che ha contribuito a cambiare per sempre la storia delle comunicazioni. Il mio auspicio è che questo nuovo spazio espositivo, nel quale si terranno visite guidate ed eventi culturali, possa essere conosciuto e apprezzato contribuendo a rilanciare l’attrattività di un quartiere della città attualmente al centro di un ampio intervento di rigenerazione urbana e sociale”.







