Sabato 19 luglio c’è un appuntamento importante per tutta Italia. “Un gelato per la pace”, iniziativa nazionale che coinvolge più di 120 gelaterie artigianali in una giornata di raccolta fondi a sostegno dei civili palestinesi colpiti dalla guerra tra Hamas e Israele. Nella giornata di sabato sarà possibile gustare un gelato o una granita al gusto anguria, frutto rosso, nero, bianco e verde, come i colori della bandiera palestinese, simbolo di resilienza.
Un gesto quotidiano, semplice ma importantissimo: il ricavato del prodotto sarà devoluto a Medici senza frontiere per i paesi sotto lo scacco della guerra, in prima linea Gaza. Una unione di realtà locali che hanno deciso di agire insieme, creando una rete solidale per restituire una vita a chi se l’è vista sottrarre. L’ideatore di “Un gelato per la pace” è Gianfrancesco Cutelli, gelatiere di De’ Coltelli a Pisa. “Non vogliamo fare politica, vogliamo fare la nostra parte. Le guerre sono una sconfitta per tutti – ha dichiarato Cutelli – Questo è un gesto civile, un atto di coscienza collettiva per chi oggi ha perso tutto e ha urgente bisogno di cure, cibo e dignità”.
Fino al 4 luglio le gelaterie d’Italia si sono candidate per aderire all’iniziativa compilando un form presente sul sito www.ungelatoperlapace.it, da cui è possibile conoscere tutte le attività coinvolte. In Puglia, come visibile dal portale, saranno nove:
– La Bottega di Città del Gelato, via del Lavoro e degli studi, 6n, 70015 Noci (BA);
– Caseificio Di Vagno, via Benedetto Croce, 47, 70014 Conversano (BA);
– Caseificio Di Vagno, piazza S. Antonio, 18, 70043 Monopoli (BA);
– Pina Gel, corso Umberto I, 7, 71010 Peschici (FG);
– Gelateria artigianale Maggiore, via Santa Maria di Merino, 40, 71019 Vieste (FG);
– Dolci Voglie, via San Francesco ang. Via Felice Maritano, 74011 Castellaneta (TA);
– Maldarizzi Caffé, corso Lenne, 2, 74019 Palagiano (TA);
– Gelateria Smile, via Torre Lapillo, 118, 73010 Torre Lapillo (LE);
– Baldo Gelato, via Idomeneo, 78, 73100 Lecce (LE).
“La popolazione a Gaza sta lottando per la sopravvivenza contro violenza, fame, sete e mancanza di cure. Quei pochissimi aiuti che entrano non sono neanche lontanamente sufficienti a coprire i bisogni di quasi 2 milioni di persone – insiste la onlus – I bombardamenti continuano di giorno e di notte su tutta la Striscia, persino durante la distribuzione di cibo. Nell’ospedale Nasser i pazienti feriti sono così tanti che il personale medico ha iniziato a donare il proprio sangue in mancanza di scorte. Nella clinica a Gaza City assistiamo circa 400 pazienti al giorno, tra cui sempre più bambini, donne incinte e in allattamento gravemente malnutriti. I nostri team si trovano a dover fare una scelta per ammettere solo i pazienti più urgenti perché le scorte non bastano per tutti. Non c’è più tempo”.








