Maria Loconsole rappresenta un’eccellenza che parte da casa, da Bari, per raggiungere importanti traguardi a livello europeo nonostante la giovane età, 32 anni. Parliamo proprio con la ricercatrice, formatasi nel capoluogo sino alla frequentazione del liceo classico ‘Convitto Cirillo’: “Dalla mia città mi sono spostata a Padova per studiare e approfondire la ricerca della psicologia comparata, ovvero lo studio dei processi mentali e del comportamento nelle diverse specie animali (incluso anche l’uomo) – ci racconta Maria – Ho condotto un dottorato in Psychological Sciences, per poi lavorare come lecturer e visiting researcher in varie università estere, specializzandomi sui volatili. Il mio principale interesse di studio è quanto di ciò che sappiamo è appreso tramite esperienza, e quanto invece è frutto di una serie di predisposizioni che ci guidano dalle primissime fasi di vita e ci permettono di interagire con il mondo che ci circonda”.
Da qui l’idea del progetto FLAP – Fostering Learning and Adaptation through Predictability, presentato ad uno dei bandi di ricerca più competitivi a livello europeo, l’ERC Synergy GrantSi, a cui possono partecipare gruppi di ricercatori che vogliono collaborare su qualsiasi tema di ricerca e da qualsiasi istituzione. “Insieme con un amico e collega, Elias Garcia-Pelegrin, abbiamo deciso di scrivere il progetto di ricerca FLAP, nato da uno sforzo profondamente multidisciplinare che unisce discipline e competenze diverse e che mette al centro la condivisione e lo scambio di conoscenze – spiega Maria – Abbiamo scelto di studiare due specie molto diverse, il pollo domestico e il bucero, per ragioni sia prettamente scientifiche che etiche. In particolare, i due uccelli rappresentano due poli opposti dello spettro della conservazione: il pollo domestico, l’uccello più numeroso ma anche più sfruttato al mondo, e il bucero, minacciato di estinzione a causa del bracconaggio. Entrambi, seppur per motivi diversi, riflettono l’impatto profondo che l’uomo esercita sugli animali e sui loro ambienti. Uno degli obiettivi di FLAP è proprio quello di comprendere il ruolo dell’ambiente (incluso quello antropogenico) sul comportamento e sulla cognizione di questi animali. Questa conoscenza potrebbe diventare la base per sviluppare pratiche più etiche e sostenibili, in particolare nel campo dell’allevamento e della conservazione”.
L’idea ha preso forma e, sottoposta all’ERC, è risultata vincitrice insieme ad altri 66 progetti su 700 domande, ottenendo il finanziamento di quattro milioni da parte dell’European Research Council per poter condurre gli studi. “Sono sicura che i risultati dei nostri lavori possano trovare terreno fertile ed interesse anche al di fuori delle singole università o della sola comunità scientifica – afferma Maria – In questo senso, credo che i risultati e le prospettive del progetto possano avere valore e applicazioni trasversali, indipendentemente dal contesto geografico. L’approccio interdisciplinare e l’attenzione all’etica che caratterizzano FLAP si prestano a essere condivisi e adattati in realtà diverse, incluse quelle italiane che stanno mostrando una crescente sensibilità verso il benessere animale e la sostenibilità, come anche la mia Puglia: siamo tutti parte di un cambiamento culturale e scientifico più ampio, che unisce ricerca, etica e comunità”.
Con un curriculum come il suo, Maria Loconsole si è avvicinata a tantissime realtà, modi di pensare (e di studiare) in giro per l’Europa. E casa? “Bari mi manca molto, è una città a cui voglio molto bene e in cui sono nata e cresciuta, dove ho i miei ricordi e le mie amicizie più care – ci racconta – Nel tempo è diventata sempre più viva e stimolante, ed è una città che ha tanto da offrire. Tutte le volte che posso torno volentieri. Avendo studiato fuori già dalla triennale non ho avuto modo di vivere a fondo l’università barese, però attraverso conferenze ed eventi ho conosciuto diversi lavori portati avanti lì: svolgono ricerche estremamente interessanti e ci sono ricercatori incredibili”.
Chiediamo a Maria se la sua formazione in Puglia (scolastica e culturale) sino agli anni del liceo possa aver influenzato le sue passioni, riversatesi in ricerca accademica e se possa aver creato una solida base per quello che è stato e sarà il suo futuro. “Per quanto riguarda la mia personale esperienza di formazione, credo di aver avuto un percorso simile a quello di molti: ci sono stati momenti molto belli e altri più difficili. Ho avuto docenti bravissimi e altri meno, com’è normale che sia. Ma alcuni insegnamenti mi sono rimasti addosso e sono certa che abbiano contribuito a formare il mio modo di studiare e di affrontare la ricerca. Ci sono stati professori che mi hanno trasmesso la passione e la soddisfazione che lo studio può dare e ricordo in particolare una professoressa che ci ha insegnato come lo studio non sia qualcosa da fare solo in vista dell’interrogazione, ma un momento di crescita. Quando impari qualcosa, quella conoscenza resta con te e diventa parte del tuo bagaglio. È un messaggio che mi ha colpita molto (anche se forse all’epoca non lo sapevo) e che condivido genuinamente. Adesso cerco anche io di tramandarlo ai miei studenti”, conclude con determinazione Maria.








