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martedì 29 Novembre 2022
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“Egnazia e il mare”, nel museo archeologico un percorso tra i reperti degli antichi naufraghi – FOTO

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La tecnologia al servizio dell’archeologia subacquea. Arredi navali, attrezzature di bordo e ceramiche di età antica, mai prima d’ora così ‘reali’. Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano il nuovo allestimento ‘Egnazia e il mare’, realizzato al piano interrato del Museo Archeologico Nazionale di Egnazia (Fasano). Grazie alla fusione tra l’esposizione di reperti sottomarini finora conservati nei depositi del museo e le più innovative tecnologie multimediali, le antiche profondità diventano esplorabili.

Lo scenario, si legge in un una nota, “racconta l’antico legame tra la città e il mare; un percorso emozionale prima ancora che storico-archeologico”. L’allestimento è caratterizzato da oggetti sopravvissuti ad antichi naufragi, il cui valore storico viene maggiormente valorizzato attraverso video multimediali e la proiezione interattiva di uno specchio d’acqua in movimento.

“Il mare… dentro il museo”, scrive il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, pubblicando le foto novità di uno dei siti più visitati da tutto il mondo. “Lo scenario racconta l’antico legame tra la città e il mare, un percorso emozionale e immersivo, che riserva particolare attenzione all’archeologia subacquea, formidabile strumento di conoscenza in grado di svelare, attraverso i naufragi e i carichi perduti, la storia di uomini e genti, e di ricostruire i paesaggi marini”, racconta Emiliano.

L’intervento PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020, ha coinvolto sia il Museo che il Parco archeologico. Nell’area archeologica e del museo di Egnazia la Regione Puglia ha investito nei precedenti cicli di programmazione oltre 2 milioni di euro grazie ad accordi di programma quadro e Poin – ricorda Emiliano – per il recupero, la riqualificazione e il miglioramento dell’accessibilità dei siti. Sull’archeologia subacquea è poi attivo e sta lavorando l’ESAC Euromediterranean Seascapes Archaeology Center, nato tra Brindisi e Taranto dalla collaborazione tra Regione Puglia, le Università di Lecce, Bari e Foggia e la Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo.

 

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