Torna “La Notte della Taranta” e lo fa con l’intenzione di restituire contemporaneità ai classici della musica popolare salentina. Fiorella Mannoia, Tananai, Brunori Sas e l’ospite d’onore Arisa si preparano ad incantare il pubblico. “Non mi sembra vero. – ha detto Arisa durante la conferenza stampa di presentazione del concertone di Melpignano, in programma il 26 agosto con spettacoli a partire dalle 8. – La Notte della Taranta è uno spettacolo importante, il più importante di tutto il Sud Italia”.
Il Concertone si aprirà con l’omaggio di Fiorella Mannoia al direttore artistico del festival Gigi Chiriatti scomparso di recente. La maestra concertatrice interpreterà “Un giorno di venerdì” che anticipa la partenza esplosiva del lungo viaggio sonoro curato da Carlo Di Francesco e dal direttore d’orchestra Clemente Ferrari con l’Orchestra Popolare Notte della Taranta: “Lo voglio dire: amo il Sud. – ha detto la Mannoia – Io amo il Sud in generale, vado nel Sud del mondo, in Brasile perché amo il Sud del mondo”. È intervenuto Brunori Sas che a Melpignano interpreterà Lule Lule in arbereshe e Aremu in grico: “Qui si cantano canzoni che hanno a che fare con la malinconia e con la storia del Sud, un popolo che nel passato ha vissuto sfruttamenti ed emarginazione”.
Elemento di novità sul palco del Concertone, con la scenografia di Massimo Calzavara, è l’imponente video narrazione affidata a Carolina Stamerra Grassi che partendo dal significato del testo ha ideato il percorso visivo che unisce passato e futuro attraversando le bellezze di Puglia. L’atmosfera magica alla riscoperta di rituali e simbolismi originariamente legati al rito del tarantismo accoglierà il pubblico della Taranta nella piazza di Melpignano. L’autostrada liquida che attraversa la Puglia, l’acqua, sarà scenario di immersione collettiva. Un progetto in collaborazione con l’Acquedotto Pugliese per sottolineare la preziosità della risorsa idrica pubblica.
La Mannoia ha voluto anche esprimersi a riguardo della terribile vicenda dello stupro di gruppo a Palermo: “Ho pubblicato anche io le chat dei ragazzi perché si possa capire a fondo quali sono le motivazioni, se ci sono (ma non lo sono), che spingono dei giovani a comportarsi in questo modo e ad accanirsi così tanto sul corpo di una donna. Ma è il momento che davvero dobbiamo alzare la voce”.







