Le strade del centro storico di Rutigliano fino al 31 ottobre saranno una grande galleria fotografica. Si tratta del progetto “Daimon” realizzato dall’ APS LUP – Laboratorio Urbano Paese, Local Frames e MAV Reality: 19 fotografie sparse per tutto il centro storico ed estramurale per celebrare la comunità rutiglianese. Il tabaccaio, il figulo, il mastro vasaio ma anche un cantante lirico, un gommista in pensione e l’artista di quartiere. Sono l’anima del paese e dunque immortalati dagli scatti di sei fotografi locali ed esposti per le vie del borgo antico.
“Il progetto nasce dal folclore di alcune popolazioni secondo cui la macchina fotografica sia in grado di rubare l’anima delle persone”, racconta Gianluca Giugno, ideatore di “Daimon – anima fotografica”. “Ho pensato, se fosse vero, che se i fotografi di Rutigliano conservano sui loro dispositivi le anime delle persone, sarebbe carino restituirle, no? – continua Giugno – La scelta artistica è stata quella di esporre le anime della comunità nel punto esatto in cui sono state prese, in modo tale che la gente possa riconoscersi, collegare ricordi e rendersi conto di far parte di una grande famiglia”. Al termine della mostra a cielo aperto – fissata per il 31 ottobre – ciascuna installazione verrà donata alla persona immortalata, in modo da compiere quella restituzione che sta alla base del progetto.
“Una mostra fotografica, ma non la solita mostra fotografica”. Questa è la premessa di “Daimon”. Scansionando un qr code, un programma di realtà aumentata permetterà di ascoltare un video messaggio direttamente dalle bocche dei soggetti ritratti. Un sistema curato dalla startup tecnologica Mav Reality con sede a Rutigliano. “Ad un certo punto ci siamo resi conto che ciascun cittadino è essenziale ed insostituibile nel senso di comunità – spiega Gianluca Giugno – ma sarebbe materialmente impossibile scattare una foto a tutti; così l’associazione Local Frames (all’avanguardia nell’arredo urbano) ha realizzato una fantastica installazione per risolvere il problema”. Si tratta di “Riflessi a Castello”, una installazione artistica composta da specchi in Cortile Castello che offre la possibilità ad ognuno di scattarsi un selfie e, condividendola sui social, entrare a far parte di “Daimon”.
“La cosa più interessante – conclude Giugno – è che la mostra è nata grazie al contributo volontario della comunità stessa (privati e attività commerciali) prima ancora di richiedere il patrocinio della Regione Puglia”. Il progetto Daimon, infatti, è nato grazie ad una raccolta fondi tramite la piattaforma Produzioni dal Basso. Spiegano gli organizzatori: “questo è stato indispensabile a creare un rapporto di responsabilità tra le opere e il pubblico che, ora, si sente parte del processo creativo”.







