I Gulag, le violenze dei campi di concentramento dell’Unione Sovietica, e dunque le testimonianze di anni difficili, dal 1918 al 1987, in cui gli oppositori venivano rinchiusi in queste prigioni nel nulla e nel freddo della steppa russa.
Orrori raccolti nella mostra fotografica «Uomini nonostante tutto. Testimonianze da Memorial», di scena a Bari nella sala delle Colonne del palazzo della Città Metropolitana fino all’11 novembre prossimo ad ingresso libero. La mostra, organizzata dal Centro Interculturale Ponte ad Oriente (CIPO), associazione costituitasi con lo scopo di sviluppare relazioni culturali con l’Europa Orientale ed il Medio Oriente, il Centro Culturale di Bari, e il Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari, è nata per fare memoria di uno dei periodi più bui della Russia. Un’esposizione già presentata in 18 città italiane e prossimamente in Portogallo, e curata dall’Associazione Memorial Italia e dalla Fondazione Russia Cristiana con i materiali degli archivi di Memorial Russia e realizzata dalla Fondazione Meeting per l’Amicizia tra i popoli.
La mostra è costituita da documenti, lettere, disegni, piccoli manufatti, inviati alle famiglie, con mezzi di fortuna, dai Gulag sovietici del secolo scorso nel tentativo di mantenere vivi quei legami che, a causa del passare degli anni e della propaganda del regime, sembravano inesorabilmente destinati a spezzarsi.
Intento della mostra è restituire al mondo e agli uomini del nostro tempo la passione alla verità storica attraverso l’importanza della memoria perché si riparte solo dal bene, un bene vissuto che parla di bellezza, una bellezza tanto inutile e superflua quanto indispensabile fattore per la rinascita. L’associazione per i diritti umani “Memorial”, fondata a Mosca nel 1989, col compito di ridare volto e voce al popolo russo ed alla sua cultura è stata insignita del premio Nobel per la Pace nel 2021. All’indomani del riconoscimento di tale premio “Memorial” è stata dichiarata illegale su tutto il territorio russo e ne sono stati confiscati gli archivi.








