Una giornata dedicata al ‘market’ di seconda mano e al ‘decluttering’ (letteralmente ‘eliminare ciò che ingombra’), in una location davvero speciale: il birrificio sociale ‘Fuori Orario’ a San Pio. L’iniziativa è curata dall’associazione ‘Il lungomare che vorrei’, attivissima nel V Municipio con i suoi appuntamenti culturali e sociali. “Vi aspettiamo tutti domenica 5 novembre a partire dalle 10.30 nel birrificio Fuori Orario a San Pio – è l’invito dell’associazione – dove sarà possibile curiosare fra le postazioni del market di seconda mano, fare colazione e un aperitivo con l’ottima birra prodotta dai ragazzi dell’associazione I ragazzi di San Pio, tutto condito con buona musica”.
Per chi volesse fare un po’ di decluttering nell’armadio condividendo ciò che dismette nell’ottica dell’economia circolare, sono a disposizione ancora alcune postazioni: per gli interessati, ci sono tutti i riferimenti nella locandina in galleria fotografica, insieme alle regole. “Il termine decluttering è salito alla cronaca rapidamente durante la pandemia, quando le persone, costrette a stare in casa, hanno avuto modo e tempo di accorgersi di quanti oggetti inutili si circondino quotidianamente, quanti di questi potrebbero essere rimodernati o riutilizzati in altro modo – spiegano gli organizzatori – Si usa decluttering anche per descrivere il nostro fare spazio, disfacendoci di cose che per qualche motivo non ci servono più, come accade con il cosiddetto ‘cambio di stagione’, e ogni volta ci sono bustoni di abiti, scarpe e accessori che vagano perché non piacciono più o non vestono più per poi finire nell’immondizia”.
Cosa accade, però, quando ci si accorge che facendo decluttering si produce una montagna di rifiuti? “Si prova a correre ai ripari, provando a fare propria l’ideologia del riuso, tanto argomentata a tutti i livelli – dicono ancora gli organizzatori – Noi dell’Associazione Il Lungomare che vorrei, vorremmo provare a dare ai nostri e vostri decluttering una utilità che raggiunga chi ne ha più bisogno, senza poetizzare, ma con concretezza. Pertanto, la mission del nostro progetto è creare un mercatino dove vendere abbigliamento e accessori vintage in occasione di un evento che sia anche un’occasione di aggregazione e condivisione con i nostri concittadini”.
Per ogni capo proposto verrà versato un euro all’associazione che andrà a finanziare i corsi per bambini e ragazzi che l’associazione organizza dall’inizio dell’anno in corso. L’evento sarà una festa di quartiere, con musica food & drink. “Con il passaggio di un oggetto da chi se ne disfa a chi lo acquista si salvaguarda l’ambiente, si riduce il conferimento di rifiuti in discarica, si evita il taglio di nuovi alberi o l’estrazione di materie prime per produrne di nuovi, si riduce il consumo di energia elettrica e la produzione di CO2. Ma il mercato dell’usato ha anche un altro aspetto interessante: la storia che ogni oggetto porta con sé, una storia che può essere lunga decenni se non secoli e che viene perpetuata con il suo passaggio di mano in mano”.








