Siamo nel periodo più colorato dell’anno e non tutti sanno che anche Bari ha una sua antica tradizione carnevalesca. Il simbolo principale del carnevale popolare barese è “Rocche” (Rocco), chiamato “Zii Rocche”: un grottesco personaggio fatto di paglia, con una carota (la bastenache) posizionata sul suo corpo, adagiato su una vecchia base di legno circondata da varie verdure e prodotti della terra. “Zii Rocche”, rappresenta un uomo buffo e ingenuo, stroncato dalla disperazione per i tradimenti della moglie, ed è celebrato nella città vecchia con uno stravagante corteo funebre, dove prevale un gran baccano tra urla, finte lacrime, schiamazzi e versi dialettali inscenati dalla vedova e dai personaggi in processione. Il prete, invece, benedice il funerale con uno scopino e acqua prelevata da un orinale. Alla fine del corteo funebre, nella città vecchia, il povero “Zii Rocche” viene impiccato e bruciato. Il bizzarro “funerale” si svolge al contrario: i fiori diventano verdure, le lacrime diventano sorrisi, e gli uomini diventavano donne. Si tratta di un vero e proprio rito di conclusione del carnevale barese, dove le ceneri di “Zii Rocche”, rappresentano l’inizio della Quaresima. Negli anni, però, questa usanza è venuta sempre meno.
E proprio per celebrare questa antica tradizione popolare, sabato10 febbraio partirà da piazza Cattedrale un corteo mascherato che si muoverà per le strade del centro storico, narrando le storie carnevalesche della città di Bari, e si concluderà con la visita nella camera ardente per piangere “Zii Rocche”. Il tutto accompagnato dalla musica della “Banne de le chiacùne”: una piccola ma chiassosa banda musicale che gira nel borgo antico, regalando allegria a suon di piatti, trombe e tamburelli, accontentandosi di ricevere in cambio qualsiasi cosa tra cui anche i fichi. Dopodiché, tra la musica che allieterà la serata, inizierà la “Sagra del calzone”: chi parteciperà alla visita guidata potrà degustare una fetta di calzone di cipolla e un bicchiere di vino. La partenza è prevista alle ore 18:30 da piazza Cattedrale. Per info e prenotazioni contattare il Circolo Acli Dalfino. Andando molto indietro nel tempo, nell’Ottocento il carnevale si festeggiava in corso Vittorio Emanuele, che per l’occasione veniva invaso da una sfilata di carrozze e maschere che lanciavano fiori, caramelle e numerosi coriandoli.







