Il mese di marzo, storicamente considerato il mese più “pazzo” dell’anno a causa di imprevisti meteorologici, è il mese in cui si omaggiano le donne: l’8 marzo, infatti, si celebra la Giornata Internazionale della donna. Non solo festeggiamenti e mimosa, simbolo di questa giornata, ma soprattutto un rispettoso e doveroso ricordo. A Bari, il Circolo Acli Dalfino ha organizzato proprio per l’8 marzo un evento dedicato alle donne che hanno fatto la storia di Bari vecchia: una vera e propria visita guidata nelle strade del borgo antico, in cui i partecipanti potranno scoprire la storia e i suggestivi luoghi dove in passato stazionavano donne particolari, alcune delle quali impiegate nei mestieri di un tempo, diventate simbolo del centro storico e tuttora ricordate con affetto dal popolo barese.
Queste famose signore erano tutte chiamate con dei nomignoli singolari che, ancora oggi, risuonano nella città vecchia: la “portabannere”, la “pizzellara”, la “vammare”, la “regine”, “Nerine de le ndrame”. Donne che in epoche lontane animavano il borgo antico con la loro simpatia e le loro varie professioni, oppure si ribellavano ai soprusi dei potenti, per il rincaro del pane, tra le chianche di Bari vecchia come Anna Quintavalle, la popolana “portabannere” (la portabandiera) del 1800. La “pizzellara”, invece, era un’esperta signora del borgo antico molto abile nell’eseguire il famoso tuppo, un’acconciatura che andava molto di moda negli anni Cinquanta e Sessanta. Quel tuppo di capelli raccolti sulla nuca, a causa della forma tondeggiante, veniva simpaticamente chiamata “pizza” in testa. Da qui, il soprannome “pizzellara”. La signora, ormai famosa nel centro storico di Bari per aver eseguito l’acconciatura a centinaia di donne, anni dopo ricevette la targa di onorificenza al lavoro. Un’altra donna che ha lasciato il segno nella storia del borgo antico è stata la “vammare“: una esperta nel ruolo di ostetrica che, in passato, ha fatto partorire in casa tantissime donne e visto nascere intere generazioni. E poi la storia di una venditrice di “ndrame” (budella di cavallo) ovvero Nerina, chiamata per l’appunto “Nerine de le ndrame“. E tante altre. Luoghi, aneddoti e leggende, dunque, di donne che hanno lasciato un segno indelebile nel cuore di Bari vecchia. Alle donne che parteciperanno al percorso organizzato dal Circolo Acli, verrà offerta una focaccina dal panificio Santa Teresa. La partenza è prevista alle ore 18:30 di venerdì 8 marzo da Piazza Odegitria. Per prenotarsi telefonare al numero 0805210355.
Un “viaggio nel femminino barese, dalle Veneri del Neolitico, alle Dee, alle Regine, alle Streghe, alle Madonne”, è invece il tour organizzato dall’associazione Slowtravels per domenica 10 marzo alle 10. Dai culti misterici delle Madonne nascoste nei rosoni, ai culti della Grande Madre, dalle Masciare, le “donne non timorate di Dio” che possedevano la virtù di far guarire con le erbe, trasformandosi in gatte, alle figure spettrali mitologiche che spaventarono baresi e mori, alle Madonne bizantine. Poi, un tuffo nel Museo Archeologico di Santa Scolastica, in un percorso dallo sguardo attento sul femminino, dalle Veneri del Neolitico alle rappresentazioni peucete, ai gioielli, alle rappresentazioni dell’amore. “Dalle trattazioni di Eschilo ai fantasmi di Euripide, dove ogni vaso racconta una storia, un momento della vita, della morte, del mito, fino a toccare l’inconscio e l’incontrollabile con le Erinni, le Gorgoni, e, ancora, le Masciare – spiegano gli organizzatori – Il femminino che diventa potere e cultura con le badesse e poi con le artefici del Rinascimento Barese, le meravigliose e tormentate Isabella d’Aragona e Bona Sforza, senza le quali non ci sarebbe la città come la viviamo ancora ora e non ci sarebbe gran parte del carattere dei baresi. In fondo, a salvare la città dai Mori prima e dalle tempeste dopo, le Madonne a guardia delle mura e dei flutti, passando per palazzi incantati tra luci e ombre e piazze con angoli nascosti che disvelano segreti”. Il punto d’incontro è davanti all’associazione Slowtravels, in piazza Odegitria, da cui si proseguirà al Museo Archeologico di Santa Scolastica. Due ore e mezza di storie affascinanti per riscoprire l’Anima del Mondo, che è stata e sempre sarà donna. Prenotazioni online su www.slowtravels.it – info 3891278780.








