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“Giovani e filosofia. Addio a Narciso”: un libro e un e-book di Mario De Pasquale

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Un libro per riflettere sul ruolo dei giovani nella nostra epoca, in una fase di grandi cambiamenti, che riguardano l’ecologia, la salute, l’economia, la politica, le forme della comunicazione, del lavoro, “della partecipazione democratica nella sfera della polis, la qualità e il senso delle relazioni e della comunità”. Sarà presentato giovedì 11 novembre 2021 alle 17 nell’Aula Magna dell’Ateneo di Bari l’ultimo lavoro di Mario De Pasquale “Giovani e filosofia. Addio a Narciso”, accompagnato da un e-book, dal titolo “Filosofia e città giusta. Fuori dal guscio”, che la casa editrice Stilo metterà a disposizione gratuitamente da ottobre per coloro che sono forniti del volume cartaceo.

Mario De Pasquale, docente nei licei e poi dirigente scolastico barese, esperto di didattica e promotore della ‘filosofia per tutti’, anticipa i dettagli dell’ultimo libro pubblicato. “I dialoghi nei testi sono motivati da domande di rilevanza filosofica – spiega – chi sono i giovani, come comunicano, come agiscono, cosa sperano, che cosa si narra di loro? Chi nel tempo presente decide e chi agisce per progettare e costruire il futuro, che si annuncia tra speranza e minaccia? Le forze del mercato, le élite politiche che amministrano l’esistente, i media e i social?”.

Una cosa è certa. “Nessuno si preoccupa di ascoltare i giovani, di cogliere i loro bisogni e le loro visioni del nuovo, di dialogare o di negoziare con loro, di valorizzare la loro responsabilità per progettare il domani – dice – Purtroppo essi vivono in un interregno, in una terra di mezzo tra un passato che sta scomparendo e un futuro che non c’è ancora, e, soprattutto, sono marginalizzati, si trovano in uno stato di ‘attesa prolungata’ tra incertezze e precarietà. L’invito che da qualche decennio il potere invia loro è quello di stare buoni, di consumare, di non occuparsi della sfera pubblica, di dedicarsi al privato, di coltivare l’apatia verso le sorti del bene comune”.
Ecco perché i docenti, soprattutto quelli di filosofia, “possono accettare l’idea che il giovane scompaia dalla scena pubblica, che rinunci a farsi domande sulla identità e sugli impegni da assumere, sulla responsabilità di cui farsi carico rispetto alla società e al bene comune, che si accontenti di svolgere un ruolo di spettatore e consumatore, di praticare una minimale arte del vivere quotidiano senza coltivare al cuna intenzione di sognare e di cambiare nulla? Almeno a scuola, dove si anticipa il futuro, è possibile suscitare dialogo e il dibattito tra i giovani e tra adulti (docenti e genitori), aiutarli a chiedersi chi vogliono essere, a riassumere un ruolo da protagonisti nella Polis?”.
I testi sono scritti in forma dialogica, con un linguaggio filosofico, rigoroso ma non specialistico, quasi narrativo. Risultano fruibili da tutti e possono risultare utili per promuovere riflessioni, discussioni, dialoghi, ricerche tra giovani e tra giovani e adulti anche a scuola, soprattutto all’interno dell’insegnamento-apprendimento di quelle discipline che promuovono la formazione umana e civile dei giovani, la maturazione di una libertà consapevole e l’esercizio di una “cittadinanza responsabile” (tra cui senza dubbio si colloca l’insegnamento della filosofia). L’articolazione per temi consente il loro uso didattico in una prospettiva di programmazione flessibile, annuale o pluriennale, anche pluridisciplinare.


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