“Grazie Bari. Andare e non dimenticare”. Si congedò così, Fabio Grosso, da ormai ex allenatore della squadra biancorossa. Un messaggio a mezzo stampa per salutare i tifosi e manifestare la sua gratitudine verso una città che non gli ha risparmiato critiche e dissenso.
Era la stagione 2017.2018, serie B. L’ultimo sussulto prima dell’annunciato disastro e della caduta del club tra i dilettanti. Per Fabio Grosso si trattava invece della prima esperienza tra i professionisti, dopo la parentesi sulla panchina della Juventus Primavera.
“Non ho mai desiderato piacere a tutti, ma ho fatto il possibile per far emergere un’identità di squadra e creare un gruppo solido, compatto e coeso di cui i baresi potessero essere fieri”, proseguì sempre Grosso in quella lettera d’addio. In realtà il feeling con la tifoseria barese non scattò mai. Neppure quando il Bari si trovò primo in classifica dopo la vittoria al San Nicola nel derby contro il Foggia. La decise Galano oltre il novantesimo. Era la sedicesima giornata. Poi, una serie di prestazioni altalenanti e il campionato chiuso in sesta posizione, in zona playoff. Turno preliminare contro il Cittadella, settimo. Gara da giocarsi in gara secca al San Nicola, prima della doccia gelata.
Il club biancorosso viene penalizzato di due punti per mancati pagamenti Irpef e Inps e scivola in settima posizione, perdendo il fattore casa. La sfida si disputerà al Tombolato di Cittadella e finirà 2-2 al termine dei tempi supplementari. Eliminazione beffa proprio a causa del piazzamento in classifica. Grosso saluterà la città tra l’indifferenza generale, mentre il Bari si appresterà a vivere il periodo più brutto della sua storia.
Sabato 11 marzo, dopo 5 anni, le strade torneranno nuovamente ad incrociarsi al San Nicola. E Grosso lo farà addirittura da allenatore del Frosinone, capolista del campionato. Quasi una beffa, considerando la precedente esperienza biancorossa e i successivi esoneri a Verona, Brescia e Sion. Un Grosso ormai destinato a vincere il suo primo torneo di B, insieme all’ex direttore sportivo del Bari Guido Angelozzi.
Il match d’andata lo vinse grazie a un gol di Borrelli allo scadere, ma con un Bari ridotto in dieci dall’espulsione di Bellomo al 20′ del primo tempo. Un rosso esagerato dopo il contatto tra il calciatore biancorosso e Lucioni.
Al San Nicola troverà ad accoglierlo oltre trentamila spettatori. Trentamila anime che sognano un epilogo diverso rispetto a quei maledetti playoff di cinque anni fa. E quel sogno non può che passare da uno sgambetto alla capolista Frosinone.







