Un parroco con la passione sfrenata per il calcio. Il tifo per il Bari in Curva Sud e le partite a difesa della porta della Nazionale Sacerdoti. E’ la storia di Don Gianluca D’Amato, vicario parrocchiale della Concattedrale di Terlizzi.
Don Gianluca come nasce la passione per il Bari?
Il calcio mi piace. Provo a conciliare gli impegni legati alla chiesa con lo sport. La passione per il Bari nasce sin da piccolo. Mi piace però ricordare un episodio. Ero in un seminario vescovile di Molfetta e un sabato decidemmo di seguire la sfida con la Fiorentina al San Nicola. La mia prima volta, avevo poco più di quattordici anni. Il Bari vinse per uno a zero grazie a un gol di Spinesi. Che emozione!
Frequenta lo stadio San Nicola?
Ci vado appena posso. Spesso in Curva Sud con gli amici dell’associazione Giovanni Tiberini 1908 di Edoardo Gallo o in Tribuna Est o Ovest. Quando gli impegni con le messe coincidono mi tocca invece sbirciare il telefonino. In tempo reale devo essere aggiornato sul risultato della mia squadra del cuore. Farò così anche sabato per il big match contro il Frosinone. Come dice un mio amico medico, il Bari è il Bari. E’ contagioso”.
Come sta vivendo questa stagione?
Come un sogno. I ragazzi stanno disputando un campionato incredibile. Sabato contro la capolista Frosinone possiamo fare risultato, dobbiamo crederci. Al san Nicola abbiamo raccolto meno, ma questa gara arriva al momento giusto per dare un ulteriore segnale. Dobbiamo avere fiducia e sostenere la squadra. Mi colpisce vedere tanti ragazzi che frequentano la parrocchia tifare Bari e non le grandi di serie A. Dobbiamo continuare a sognare tutti insieme.
Quali sono i suoi calciatori preferiti attuali e del passato?
In questa stagione Cheddira su tutti. Poi il barese Bellomo e mi piace non dimenticare Galano. Del passato Protti, Tovalieri e Maiellaro, più recenti Gillet e Barreto.
Ci racconta l’esperienza da portiere con la Nazionale sacerdoti?
La selezione esiste da quindici anni. Il nostro mister è Moreno Buccianti di Follonica e quando ci sono eventi ci convoca per raduni a livello nazionale. Affrontiamo altre selezioni e facciamo partite a scopo benefico. Io sono portiere, bravo a parere i rigori. E’ bello essere il numero 1, per me è stata una vocazione. All’occorrenza però so fare anche l’attaccante.
Da portiere a portiere. Le piace Caprile?
Caprile è strepitoso, ha qualità sopra la media. Può raggiungere a breve la nazionale.
Le provoca fastidio quando si parla di fede calcistica?
Assolutamente no. La fede in Gesù Cristo viene prima di tutto, ma la fede calcistica è importante. Lo sport trasmette valori umani e cristiani. Ho conosciuto tante persone attraverso lo sport che poi si sono avvicinate alla chiesa. I ragazzi della parrocchia seguono gli esempi dello sport. E quelli positivi portano ad avere poi un effetto a cascata. Non mi è piaciuto invece a livello di esempio il calcio di keane a Mancini. In campo bisogna prima pensare e poi agire.
Ha un sogno?
Giocare un minuto al San Nicola. Magari organizzando un triangolare benefico e coinvolgendo anche i calciatori del Bari. Ho giocato a San Siro ed è stato bellissimo. Sogno di poterlo fare al San Nicola.








