Ad un anno dalla promozione in Serie B, ottenuta al primo anno sulla panchina del Bari, il tecnico biancorosso Michele Mignani questa mattina si è raccontato in una lunga intervista sulle pagine nazionali della Gazzetta dello Sport. Questi alcuni passaggi dell’intervista realizzata da Nicola Binda.
Due scontri diretti chiave: lunedì col Sudtirol per il terzo posto e all’ultima con il Genoa, magari per il secondo…
“Non esiste una partita chiave, sono tutte complicate. Però a me piace giocare gli scontri diretti, li prepari bene e danno più carica”.
Quanto vale il terzo posto? Ai playoff basterebbero quattro 0-0 per vincerli.
“Io sono un esordiente da allenatore in questa categoria, la squadra è una neopromossa. I risultati che stiamo ottenendo in questa stagione danno il giusto valore al nostro lavoro. Fare eventualmente i playoff da terzi potrebbe anche diventare uno svantaggio dovendo giocare per un risultato solo. Ne riparleremo più in là”.
Il Bari è una squadra solida che ha il secondo miglior attacco.
“Merito dei calciatori, hanno capito l’importanza dell’equilibrio e del saper leggere i vari momenti di una partita”.
A Siena ha fatto la doppia scalata dalla C alla A. Lei sa come si fa.
“Sì, ma ci abbiamo messo tre anni con una squadra che in A non era mai stata. A Bari è diverso, la piazza è esigente e la Serie A è stata raggiunta più volte. Ma nulla è impossibile.
I De Laurentiis hanno detto che venderanno se porterà il Bari in A…
“Noi in Serie A vogliamo andare, per noi non è un problema. E non lo sarà nemmeno per loro visto che sono bravi a gestire tutto”.








