È l’azzurro il colore dominante dell’autunno barese. Cresce di ora in ora, infatti, l’attesa per il ritorno a Bari della Nazionale di calcio italiana sette anni dopo l’amichevole giocata con la Francia nel 2016: per il match Italia-Malta che si giocherà al San Nicola il 14 ottobre alle 20.45 lo stadio sta andando verso il tutto esaurito, con gli oltre 45mila biglietti già venduti, e tutto il ‘mondo del pallone’ che ruota attorno alla SSC Bari si sta preparando con orgoglio all’evento.
È il caso del Museo del Bari che, per l’occasione, inaugura la prima mostra delle maglie della Nazionale ricordando le gesta dell’Italia dal 1950 al 2020. Grazie ad un accordo tra Cube Comunicazione e il Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta, la prima tappa dell’esposizione della collezione privata di Roberto Vaira, sarà presente all’interno del centro commerciale fino al 10 ottobre. Alex Guarini, uno dei soci fondatori del Museo del Bari, racconta così a Telebari la mostra e i cimeli esposti.
“La collezione parte dal 1950 con la maglia di Augusto Magli – spiega -, è una maglia particolarissima per via del tessuto in lanetta tipica di quell’epoca, esprimendo tutto il caldo e le difficoltà che provavano i calciatori indossandola durante le competizioni. I tessuti, infatti, iniziano a mutare utilizzando il cotone per la creazione delle maglie nel ’70 come dimostra la maglia di Roberto Rosato, che mostra sul petto lo scudetto dell’Italia con la cornice dorata”.
“La maglia del ‘77 di Giacinto Facchetti, è un grande cimelio – continua Guarini -, perché è stata indossata per la vittoria dell’Europeo, tra l’altro da un giocatore che non ha bisogno di presentazioni per l’eleganza con la quale scendeva in campo, mentre la maglia bianca indossata in trasferta è di Gaetano Scerea”. Il racconto del viaggio assume un vissuto più contemporaneo quando inizia ad avvicinarsi alle maglie degli anni ’80.
“Con Spagna ’82 si apre il varco dei ricordi indelebili con le maglie di Bruno Conti e Dino Zoff – spiega ancora -. Tra l’altro la maglia di Zoff, oltre ad essere quella che ha sollevato la coppa, conserva perfettamente i segni della terra e dell’erba. Testimoniando, appunto, che queste maglie sono tutte scese in campo. La numero 10 di Nicola Berti ispira i modelli di Italia ’90, ma è la maglia di Antonio Conte usata durante Usa ’94 ad aprire vecchie ferite…”.
Quelle di rigori sbagliati, negli Stati Uniti da Roberto Baggio, e di cocenti delusioni dagli 11 metri. “Ma il ‘Divin Codino’ è difficile dimenticarlo e la sua numero 18 di Francia ’98 viene ammirata sempre e comunque, al di là dei risultati. Le due maglie prestigiose del calcio recente, Germania 2006, sono quelle indossate da Buffon e da Alessandro Del Piero che ci hanno regalato nuovamente il sogno sportivo. Infine, concludiamo, con la maglia di Federico Chiesa indossata durante l’Europeo”.
Le iniziative del Museo del Bari, con le esposizioni delle maglie della Nazionale, continueranno nelle vie del centro del capoluogo nei prossimi giorni. L’iniziativa, promossa da Palazzo di Città, è quella de ‘Le Vie degli Azzurri’, con il Museo del Bari che vestirà la città e colorerà d’azzurro tante attività commerciali: cuori biancorossi, ma non solo.








