“Esonerare Mignani è stata la scelta più difficile della mia seppur breve carriera da ds” – le prime parole di Ciro Polito in apertura di conferenza stampa – “L’ho fatto per cercare una svolta in un periodo di sosta, nonostante l’ottimo rapporto con Michele e la non proprio disastrosa posizione in classifica. Non vedevo in lui un futuro come lo vedevo io, ho puntato su Marino perché questa squadra aveva bisogno di concetti diversi. E’ un allenatore che insegna calcio. Giocatore svincolato? Avevo puntato tutto su Zaza, ma alla fine non se l’è sentita. Ora chiedo alla piazza di starci vicino senza negatività, se la squadra farà male sarà giusto fischiarci. Ora serve positività per far lavorare al meglio tutti”.
“Quando si è chiamati a sostituire un collega che ha fatto benissimo, ci sono tanti oneri” – ha esordito così il neo tecnico del Bari Pasquale Marino, presentato questa mattina in conferenza stampa in compagnia del ds Ciro Polito – “Purtroppo arrivare a pochi passi dalla promozione lascia delle scorie nella testa dei giocatori e c’è un calo dell’umore. In passato mi è capitato di allenare squadre retrocesse e rimettere in sesto quei calciatori non è mai stato facile. Vengo qui con grande voglia e con l’obiettivo di far giocare la mia squadra in modo gradevole. Si sa che quando si gioca in una piazza così importante le responsabilità sono tante, ma il Bari deve giocare in modo sbarazzino e con la mente libera”.
Sulle idee tattiche: “Ogni allenatore ha le sue idee. Voglio dare alla squadra dei concetti ben precisi cercando di trovare il giusto abito tattico per sfruttare bene l’organico a disposizione. A me piace fare un calcio propositivo e organizzato, tutti devono sapere cosa fare in campo. Con questa squadra si può fare un 4-3-3 o anche adottare la difesa a 3. A Frosinone avevo Ciofani e Dionisi che dovevano giocare più vicini e ho cambiato modulo. Il mio compito è far esprimere al meglio i calciatori che ho a disposizione”.
Sul periodo di inattività: “Sono rimasto fermo perché non ho avuto proposte soddisfacenti, sono arrivato ad un’età in cui puoi scegliere i lavori da accettare senza strappare contratti controvoglia”.
Al suo arrivo: “In questi due giorni ho parlato singolarmente con i ragazzi, nelle ore precedenti ho visto alcune partite passate proprio per farmi un’idea di massima della squadra”.
Rapporto con ex suoi calciatori, oggi allenatori: “De Zerbi fa parte dei ragazzi che hanno avuto l’intuizione di intraprendere questa carriera. Ci sono anche Caserta e Bianco che stanno facendo una bella carriera. Siamo rimasti in contatto e ci confrontiamo. Con De Zerbi ho un rapporto speciale, è il giocatore che ho allenato di più. Il mio vice ha seguito alcuni suoi allenamenti. Quando parliamo al telefono la batteria si scarica sempre”.








