“Sono nato in un quartiere molto particolare di Napoli, lì devi essere sveglio per andare avanti” – ha esordito così l’attaccante biancorosso Giuseppe Sibilli nel corso della prima puntata del nostro format ‘A Tutto Campo’, in cui i tesserati della SSC Bari si raccontano in una lunga intervista extra calcio – “Da bambino combinavo sempre guai e facevo impazzire mia madre (ride ndr). All’epoca giocavo a calcio per strada e quando rientravo a casa con le ginocchia sbucciate e i vestiti strappati, mia madre mi menava sempre”.
Figlio d’arte: “Mio padre era calciatore e io lo seguivo sempre, mi portava con lui al campo e ho respirato calcio fin da piccolo. Mi ha trasmesso la passione per questo sport. Se non fossi diventato calciatore non so cosa avrei fatto, sono stato fortunato ad avere due genitori che mi hanno sempre sostenuto e aiutato a realizzare i miei sogni”.
Carriera: “Come tanti ragazzi anch’io ho vissuto momenti bui. Sono partito dalla quinta serie e ad un certo punto ho pensato anche di smettere perché le difficoltà erano tante. Alla fine arrivai a Pisa, non come prima scelta. Il primo gol in Serie B non lo scorderò mai, venivamo da un periodo in cui non riuscivamo a vincere. Entrai negli ultimi 5 minuti e segnai la rete decisiva. Da lì la mia carriera cambiò e oggi sono qui a Bari. Sono contento perché finalmente posso stare più vicino alla mia famiglia”.
Famiglia: “Oltre che a mio padre, sono molto legato a mia madre. Ricordo la sua pasta al forno, un vero spettacolo. Un giorno la farò assaggiare anche ad Akpa-Chukwu che me la chiede sempre. Poi c’è mio nipote che fra qualche giorno compirà 3 anni. La sua nascita ci ha cambiato la vita, è molto affettuoso. Ha una faccia da ‘scugnizzo’ e già mi ha impressionato per come tocca la palla. Primo mancino in famiglia, lo manderò subito a scuola calcio. Adesso quando mi chiama mi dice: ‘Bari, Pisa non bella’ (ride ndr). Sono fidanzato da quattro anni e mezzo con Noemi. Il nostro rapporto è bello e genuino. Ci supportiamo molto a vicenda”.
Gruppo squadra: “Per me il gruppo è tutto. Infatti da quando sono a Bari cerco sempre di organizzare cene con i miei compagni di squadra, almeno una volta a settimana”.
Scaramanzia: “Sì, sono abbastanza scaramantico. Di solito faccio sempre le stesse cose, ho notato che quando cambio le scarpe e metto un paio nuovo prima di una partita, faccio sempre gol. Ne ho cambiate poche in carriera. Ma scherzi a parte io sono molto religioso. Credo in Dio e prego molto”.
Passioni extra calcio: “Sono un appassionato di pesca. Vivere qui a Bari è l’ideale per me, qualche volta ci sono andato con Frabotta. È un’attività che mi rilassa molto, poi qualcosa riesco anche a prenderla. Una volta ho tirato su un’orata di quasi un chilogrammo”.







