Protagonista dell’ultima puntata di ‘A Tutto Campo’, il centrocampista greco Ilias Koutsoupias si è raccontato in esclusiva i nostri microfoni. Queste le sue parole.
ORIGINI: “La Grecia è un Paese bellissimo, somiglia molto a Bari. Si sta bene soprattutto in estate. Io sono originario di Creta che è un’isola grande sul mare. A livello di tradizioni la nostra è una popolazione simile a quella del Sud Italia”.
FAMIGLIA: “Con mio padre ho un rapporto speciale, quasi d’amicizia. A livello calcistico mi ha sempre dato una mano, mi ha sempre spiegato le varie dinamiche perché anche lui è stato calciatore. Ci parliamo molto, dopo le partite è sempre il primo che chiamo. Prima del trasferimento in Italia, quando l’OFI Creta fallì, fui costretto a trasferirmi in altre squadre distanti da casa e la mia famiglia, per un anno e mezzo, faceva il sacrificio di tre ore e mezza di macchina per accompagnarmi agli allenamenti e per riportarmi a casa. Grazie a loro sono diventato un calciatore. Anche mio fratello gioca a calcio, al momento è nella squadra ‘Primavera’ della Spal. Se non avessi fatto il calciatore avrei fatto l’avvocato. Mia madre mi ha sempre spinto a studiare per questo ora sto cercando di laurearmi in psicologia”.
PASSIONI: “Oltre al calcio ho la passione per il pugilato, è uno sport che ho anche praticato da piccolo”.
MOMENTI PIU’ BELLI DELLA CARRIERA: “Sicuramente aver avuto la possibilità di indossare la maglia della nazionale greca Under 21”.
SOGNI: “Sicuramente approdare in nazionale maggiore e giocare in Serie A”.
RITI PRIMA DELLE PARTITE: “Non sono scaramantico. Prima di ogni partita cerco sempre di stare tranquillo e concentrato”.
AMICIZIE NEL GRUPPO SQUADRA: “Con Acampora abbiamo un legame speciale, abbiamo giocato insieme già a Benevento. Ma spesso usciamo a cena con Sibilli, Benali e Aramu. Siamo un gruppo unito”.
CARATTERE: “Caratterialmente sono un ragazzo molto tranquillo. Tatuaggi? Su un braccio c’è il ritratto del mio cane che per me è come un fratello. Poi sull’altro un aereo con il numero di maglia del mio papà e un pallone da calcio che rappresenta la strada che ho intrapreso”.







