“Ero un ragazzo tranquillo, ho cominciato fin da subito a giocare a calcio e a volte anche a tennis anche se poi ho mollato perché non riuscivo a far combaciare gli impegni” – ha esordito così l’esterno biancorosso Gregorio Morachioli, ricordando i suoi inizi alivello sportivo nel corso della nostra trasmissione ‘A Tutto Campo’ – “Perché il tennis? Mio nonno era un maestro, poi io personalmente ho preferito il calcio”.
L’esperienza nel settore giovanile dello Spezia: “A 18 anni nelle giovanili dello Spezia ho incontrato Totò Di Natale, per me è un esempio mi faceva impazzire come calciatore da piccolo. Lui all’epoca era il responsabile dei giovani attaccanti, è stato bellissimo lavorare con lui perché è bello confrontarsi con chi ammiri”.
Rapporto con i compagni qui a Bari: “In generale ho un bel rapporto con tutti, Di Cesare è per me un punto di riferimento così come Maiello e Maita, mi aiutano molto. Io sogno di arrivare in Nazionale, ma so bene che è molto complicato”.
Riti scaramntici, hobby e l’amicizia con Benedetti: “Non sono particolarmente scaramantico. Come hobby, oltre a giocare alla PlayStation, sono appassionato di armi. Passione che condivido con il mio migliore amico Benedetti, di recente abbiamo preso il porto d’armi per allenarci al poligono. Leonardo mi manca molto, è stato bello condividere con lui lo spogliatoio anche qui a Bari. Gli auguro il meglio”.








