In esclusiva al Tb Sport le parole di Yaya Kallon.
Pareggio Ascoli: “Tutti siamo rimasti sorpresi dal rigore concesso all’Ascoli. Non l’ha neanche rivisto al Var. Nel primo tempo siamo stati forti, abbiamo provato a giocare e quando fai il due a zero nel calcio devi continuare a far male all’avversario. Così fanno le grandi squadre, non bisogna fermarsi”.
Sostituzione: “Avevo ancora un po’ di benzina. Ero ammonito e il mister credo per non rischiare ha pensato di togliermi”.
Impatto: “Già dal primo giorno ero lì a scherzare con i miei compagni. Ho trovato un grande gruppo. Mi piacciono le sfide, non le cose facili. Ho accetto Bari perché è una piazza grande e che vuole emergere. Come me”.
Prestito: “Non voglio che mi venga regalato niente. Sono in prestito secco e un’eventuale riconferma la devo guadagnare sul campo. Sono qui per aiutare la squadra e il direttore”.
Gol: “Sono felice per gli assist, ma so che devo migliorare sotto porta. Mi alleno duramente anche per questo”.
Storia: “Sono fuggito quando avevo 14 anni dalla Sierra Leone per situazioni difficili. Ho attraversato 5 paesi prima di arrivare in Itali. Ho fatto di tutto, lavorato come muratore per guadagnare qualcosa da mangiare e altri lavoretti. In Libia sono stato 6 mesi, poi ho raggiunto l’Europa in gommone. Avevo pagato e mi avevano anche rubato i soldi. E’ stata una odissea. Scappavo dal mio paese non per giocare a calcio, ma perché ho incontrato tante persone cattive. Sono stato in Sicilia, poi a Genova e infine Alessandria. Andavo a scuola la mattina e il pomeriggio mi allenavo all’oratorio. Un mio compagno di classe mi aveva segnalato per un torneo, poi ho fatto dei provini e ce l’ho fatta. Sono andato oltre il mio sogno di raggiungere l’Italia”.







