Il centrocampista del Bari Gennaro Acampora si racconta a Jessica Ramos nella rubrica ‘A Tutto Campo’ su Telebari.
Inizio: “Ero un bambino vivace, monello. Poi il calcio mi ha dato disciplina. L’ambiente di Napoli ti porta al calcio, si vive di questo. Ho mosso i primi passi grazie a mio padre. Piano B? Mi piace cucinare, ma non credo che avrei fatto lo chef. Sono bravo nei primi, però cucino poco perché poi devo pulire e non ho voglia”.
Maradona: “Da bambino, a dieci anni, feci uno stage a Cesenatico con Salvatore Bagni e Maradona, una leggende del calcio napoletano e non solo. Ho un bel ricordo di Diego, aveva un carattere duro. Però ero troppo piccolo per capire davvero chi avevo davanti, pensavo solo a divertirmi. Mio papà e mio zio piangevano a vederlo da vicino. Fu una settimana fantastica: Maradona è l’idolo di tutti i napoletani, più di un idolo”.
Passioni: “Io sono un po’ nerd: videogiochi, anime, manga e fumetti. Ho una mia postazione da gaming: quando non gioco a calcio, videogioco. Il mio preferito è One Piece, ho anche un tatuaggio a tema”.
Gruppo: “Vado d’accordo con tutti, sono un ragazzo socievole. Conoscevo già Morachioli e poi Koutsoupias con cui ho condiviso l’esperienza di Benevento. Adesso è infortunato, ma ci sentiamo comunque tutti i giorni”.
Scaramanzie: “Non ne ho, tranne quando prendo l’aereo”.







