Nove gol segnati in campionato fin qui, c’è anche il suo zampino nelle ultime due vittorie consecutive del Bari di Iachini. Giuseppe Sibilli questa mattina è stato nostro ospite nel corso della trasmissione ‘Buongiorno Bari – Sport’. Queste le sue parole rilasciate in esclusiva alla nostra emittente.
IN CAMPO CON LA FERALPISALO’ NONOSTANTE L’INFORTUNIO ALLA CAVIGLIA: “Ho stretto i denti, in settimana non mi ero neanche allenato tanto con la squadra. Lo staff medico mi ha aiutato molto con delle fasciature che un po’ mi hanno limitato ma mi hanno permesso di scendere in campo. Non è stato per fortuna un problema grave, ma non volevo saltare la partita in ogni caso. Mi hanno fatto piacere gli applausi della gente nel momento in cui sono uscito dal campo”.
OBIETTIVO DOPPIA CIFRA: “Manca ancora un gol per raggiungere questo obiettivo che mi tengo stretto. La cosa davvero positiva è che questo mio nono centro in campionato ha permesso al Bari di conquistare altri 3 punti. E’ stata un’altra vittoria importante per il Bari”.
IACHINI HA TRASFORMATO IL BARI DAL PUNTO DI VISTA CARATTERIALE: “Sì, è così. Non voglio addossare responsabilità agli allenatori precedenti ma Iachini ha toccato subito le corde giuste con noi. Era diventato un Bari spento che aveva delle qualità, ma che nessuno era riuscito a tirar fuori. Iachini in queste due settimane è stato bravo a caricarci dal punto di vista mentale. E’ chiaro che abbiamo ancora margini di miglioramento sul piano del gioco. Questa scossa serviva dall’inizio”.
MARGINI DI CRESCITA: “Se continuiamo così arriveremo alla fine di questo percorso come una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque. Spero che la squadra al momento sia almeno al 70% perché siamo in grado di toglierci qualche soddisfazione”.
PROSSIME DUE TRASFERTE: “Saranno sicuramente partite molto difficili. Sudtirol e Catanzaro sono due squadre costruite per fare un campionato importante. Da parte nostra servirà determinazione, consapevolezza e forza. Avevamo perso un po’ di vista il nostro obiettivo playoff, ma ormai siamo lì…”.








