Le parole di mister Iachini in conferenza stampa in vista della sfida di sabato a Bolzano contro il Sudtirol.
Prima trasferta: “Chiedo passi in avanti ai miei. Poi le risposte le avremo dopo la partita. Però sono curioso di vedere le differenze tra prestazioni in casa e fuori casa. Ma differenze non ce ne devono essere se si vuole puntare in alto. Dobbiamo migliorare la conoscenza e l’organizzazione, la fase difensiva e la fase offensiva. Lavorare sulle palle inattive. Io conosco solo la strada del lavoro. Contano l’applicazione, l’atteggiamento e la mentalità. Bisogna avere personalità in campo per gestire tutte le situazioni”.
Esterni adattati: “Nella mia carriera ho cambiato posizione a giocatori come Belotti e
Eder. Ma conta poco giocare dieci metri più avanti o più indietro, contano i movimenti e l’atteggiamento”.
Sostituto Maita: “Scelgo in base alla condizione fisica. Devo valutare il loro percorso, parlare con lo staff medico, studiare il loro storico. Lulic è reduce da un crociato, è un candidato importante così come Acampora o Bellomo. Devo valutare, adesso viene prima un discorso fisico. Sicuramente chiunque andrà in campo farà la sua partita”.
Mentalità: “Io ho fatto il mediano, ho vissuto una vita da mediano. In me vedono un allenatore grintoso, determinato. Ma non c’è solo quello. Noi stiamo lavorando soprattutto sulla tattica. E lì che voglio insistere, che bisogna crescere. Non si vincono i campionati con la grinta. Devi essere organizzato e avere una mentalità. E per questo serve continuità nel lavoro”.
Numeri: “Se si subiscono tante reti è difficile portare a casa le vittorie. Bisogna essere compatti, organizzati. E poi fare gol. Si vince con la miglior difesa e il miglior attacco. Poi saper aggiungere personalità nelle partite”.
Sudtirol: “Bisogna rispettarli. Si conoscono, sono un gruppo affiatato e sono reduci da una semifinale playoff. Hanno una rosa con giocatori di categoria e a gennaio hanno aggiunto anche un elemento come Kurtic. Dobbiamo fare attenzione. Servirà personalità e voglia di fare la partita. Tanti tifosi verranno lì, dobbiamo fare bene”.
Menez: “Peccato, come accaduto con Ribery, allenarli dopo un crociato rotto. Stiamo facendo un lavoro specifico per portarlo al meglio. Lui lavora bene, è partecipativo, questo è importante. Ci aspettiamo tanto da lui come da tutti gli altri”.
Obiettivo: “Non faccio calcoli. Dobbiamo giocare partita dopo partita. Dobbiamo diventare squadra e poi faremo tutti i discorsi possibili. Adesso siamo un gruppo ancora che sta ancora studiando”.
Panchina: “Se non entrano cattivi peggio per loro. Questo è un gioco di squadra, tutti devono dare tutto dall’inizio o a gara in corso. Chi entra può spostare la partita in positivo o in negativo. Ma guai a loro se non entrano con il piglio giusto”.
Entusiasmo: “Quando subentro provo a metterci subito del mio. Ho subito detto di voler far tornare il sole a Bari, dare fiducia ai nostri tifosi e ai giocatori. Fa parte mio lavoro creare questi presupposti. Però qualche volta non fa male partire dall’inizio e programmare altro, progettare qualcosa di importante. Se ci fate caso le prime in classifica hanno tutte un paio di anni di lavoro alle spalle”.








