Il calciatore del Bari Abdoul Guiebre si racconta a Jessica Ramos nella rubrica ‘A Tutto Campo’.
Origini: “Sono nato in Burkina Faso, in Africa. In Italia sono arrivato a tre anni e sono cresciuto qui, precisamente a Forlì. La lingua è il francese , ma ci sono almeno sessanta dialetti, tra tribù e etnie diverse. Io provengo dall’etnia bissà, a casa parliamo praticamente un italiano-bissà. Mio papà raggiunse l’Italia nel 1989, prima a Napoli e poi Forlì. Ha iniziato a lavorare e piano piano ha trasferito tutta la famiglia. Mia mamma, me, poi ci sono due sorelle e tre fratelli. A loro voglio un gran bene. Io faccio il Ramadan, anche se non è facile seguirlo durante gli allenamenti. Karim è il mio migliore amico. Ci sentiamo sempre e ci capiamo al volo. Le amicizie sono importanti. Poi ricordo con affetto un signore, lo chiamavo nonno Davide. È stata la prima persona che ha creduto in me, ora purtroppo non c’è più. Lui mi ha dato la spinta a diventare un calciatore professionista”.
Il calcio: “Ho iniziato casualmente. Giocavo in un parco a Forlì e mi notò il presidente della squadra delle città. Da lì è iniziata la mia passione. Prima facevo l’attaccante, ma non facevo tante reti e sono arretrato”.
Hobby: “Mi piace viaggiare e sono un appassionato di moda. La città che più mi ha colpito in Italia è Venezia. La moda invece è legata alla mia cultura, uno stile street”.
Nazionale: “Davvero una sorpresa la convocazione del Burkina Faso nella stagione 2020-2021. Giocavo a Monopoli in serie C. E’ stata un’esperienza magnifica, ho incrociato giocatori di calibro internazionale come Tapsoba del Bayern Leverkusen e Traore dell’Ajax. Bella anche la recente esperienza in Coppa d’Africa”.
Puglia: “Mi piace il clima e mi piacciono i paesaggi. Monopoli, Capitolo… è una terra a cui mi sento davvero legato”.







