Che fine ha fatto Nicola Bellomo?
Cambiano gli allenatori ma il calciatore barese continua a vedere poco il campo. In tutto 17 presenze (16 in campionato, 1 in Coppa Italia) per un totale di appena 278 minuti. Una miseria. Considerando solo l’ultima gestione, con Iachini allenatore, il dato è ancora più significativo: 9 panchine, 10 minuti a Bolzano contro il Sudtirol e 12 a Modena. Difficile capire il motivo di tanto ostracismo nei suoi confronti. Eppure dopo i dodici minuti contro il Modena nel lunedì di Pasquetta, lo stesso Iachini aveva elogiato in conferenza stampa l’ingresso in campo del calciatore. “È entrato con lo spirito giusto, mi è piaciuto. Ha sfiorato il gol e servito anche un gran pallone ad Aramu. È l’atteggiamento che voglio vedere da parte di tutti”. Alle belle parole non sono però seguiti i fatti. Il 33enne centrocampista ha guardato la sfida del San Nicola contro la Cremonese dalla panchina. Per lui neppure un minuto. Nonostante chi sia sceso in campo non stesse certamente brillando per qualità tecniche e caratteriali. Fuori dal rettangolo verde resta un punto di riferimento, ma chi meglio di Bellomo in questo momento può rappresentare in campo lo spirito del tifoso? Chi meglio di lui, barese doc, può trasmettere senso di appartenenza e voglia di lottare a un gruppo senza fame e orgoglio? Senza dimenticare le sue qualità tecniche e la capacità di saper interpretare più ruoli, dalla mezzala al trequartista. All’occorrenza,
come lo scorso anno, anche finto esterno. A sei giornate dalla fine, con una categoria da difendere, chi ha la maglia biancorossa tatuata sulla pelle non può restare a guardare.








