Tutto in 90 minuti. Il Bari al Liberati di Terni domani si gioca una stagione. Vincere è l’unica strada per garantirsi la permanenza in serie B. La città del pallone attende con il fiato sospeso. Solo un anno fa si sognava la promozione in A, adesso incombe lo spettro della C. Sentimenti diversi e contrastanti. Tra speranza e paura. Orgoglio e pessimismo. Al seguito della squadra non ci saranno i ragazzi della Nord, fermati dal divieto di trasferta per i residenti in Puglia. E neppure i club biancorossi fuori regione, un gesto di solidarietà verso i gruppi organizzati. Al momento venduti circa 130 biglietti. Poi tutti davanti alla tv, tra casa, circoli e locali.
Tutto in 90 minuti. La squadra deve andare oltre i propri limiti, almeno per una volta. Quella decisiva a mantenere la categoria. Ma servirà gente pronta a morire sportivamente sul campo, che abbia coraggio e senso di appartenenza. Voglia e spirito. Consapevole di rappresentare un popolo che non merita l’ennesima disfatta. Chi non se la sente può tranquillamente restare a guardare. Non c’è più tempo.
Tatticamente mister Giampaolo sembrerebbe orientato a giocarsela con il 3-5-2, a specchio con la Ternana. Pissardo in porta, Pucino, Di Cesare e Vicari in difesa. Sugli esterni Dorval e Ricci, in mezzo Maita, Maiello e Benali. Davanti la coppia Sibilli-Nasti. L’alternativa è il 4-3-2-1. Fuori un difensore Pucino, dentro un calciatore offensivo a supporto della coppia d’attacco. A giocarsi una maglia da titolare Acampora, Aramu e Morachioli. Pensieri, idee, strategie. Sarà una notte lunga, lunghissima. Soprattuto per capitan Di Cesare, all’ultima curva della sua carriera. Domani compirà 41 anni e in quei 90 minuti si racchiuderà il senso della sua storia con il Bari. Trionfo o disperazione.








