Queste le parole del vice diesse biancorosso Valerio Di Cesare, ospite della prima puntata del Tb Sport in diretta dal Teatro Forma di Bari.
PAREGGIO CON LA CREMONESE: “È un pareggio che sa di beffa perché potevamo portare a casa i tre punti. L’episodio del rigore a fine gara ci ha penalizzato, ma sono contento del percorso della squadra che sta dimostrando di avere un’identità e sono sicuro che se la giocherà fino alla fine”.
EPISODIO RIGORE NON ASSEGNATO A FAVILLI: ”Contro il Cosenza l’arbitro è stato richiamato al Var e poi ha assegnato il rigore. Dal campo avevamo tutti visto l’episodio poi Manganiello non ci ha dato nessuna spiegazione, ancora non mi spiego perché non è stato richiamato al Var. Per me sicuramente ha visto male. Il presidente ha subito parlato con gli organi competenti e ci aspettiamo una spiegazione perché perdiamo punti importanti”.
SQUADRA: “Già a Roccaraso dissi che con l’arrivo di altri 4-5 elementi ci saremmo divertiti. Sapevamo quello che stavamo facendo, sono molto contento dei ragazzi che sono arrivati. Per me questa squadra può competere con tutti, lo stiamo dimostrando. Perché non sognare? Dei nuovi mi ha sorpreso molto Obaretin, ha grandi potenzialità. Pucino se viene sempre schierato in campo ci sarà un motivo. Parliamo di un calciatore che ha più di 300 gare in Serie B”.
LONGO: “Longo è riuscito a dare subito un’impronta alla squadra, è un allenatore top. I ragazzi lo seguono e vanno a duemila all’ora”.
VICARI: “Deve fare il suo percorso, non mi permetto di dargli consigli su come fare il capitano. Si fa sentire nei momenti opportuni”.
RUOLO: “Io sono sempre presente nello spogliatoio anche se ho un ruolo diverso e quindi è cambiato anche il rapporto che ho con i calciatori. Cerco di aiutare tutti i ragazzi dandogli con i miei consigli. Non giocare più a calcio è dura. Ora ho la consapevolezza che certe emozioni non potrò più riviverle”.
MERCATO: “Non servono solo tanti soldi per vincere i campionati. Al momento squadre che hanno speso di più ci sono dietro in classifica. Quello che conta è l’identità, avere delle idee chiare. Magalini conosce molto bene i giovani e noi stiamo già lavorando per il mercato di gennaio”.






