Si dice che il treno passi una volta sola, suggerendo che le opportunità, se non afferrate al volo, potrebbero non ripresentarsi mai più. A Bari, invece, c’è un treno speciale che passa da ben tre decenni e che, proprio oggi, festeggia i suoi gloriosi trent’anni: il famoso “trenino” biancorosso. Un modo particolare di festeggiare il gol, ideato dall’attaccante colombiano Miguel Ángel Guerrero Paz: giunto durante la campagna acquisti del 1994 per sostituire il partente João Paulo, si preparava al campionato di serie A, guidato da Beppe Materazzi, dopo la sua ultima stagione da capocannoniere (34 gol siglati) all’Atlético Junior Barranquilla. La punta sudamericana, infatti, convinse la squadra a utilizzare una singolare esultanza che aveva sperimentato in Colombia: il “trenino”. La squadra ci mise un po’ a impararne a pieno le gesta e, difatti, quando provò a esibirlo per la prima volta, nella vittoriosa trasferta di Padova (0-2, gol di Gerson e Pedone) del 25 settembre 1994, l’interpretazione fu maldestra e non ebbe alcun risalto. L’occasione, però, si ripropose il 16 ottobre dello stesso anno, nella trasferta successiva, con quella data che entrò nella storia del club: i “galletti”, per la prima volta, ottennero una vittoria a San Siro contro l’Inter (1-2) e, con grande orgoglio, sfoggiarono un’esultanza al gol così caratteristica che acquisì un grande risalto in tutta Italia e divenne un simbolo calcistico barese. Tovalieri e Guerrero, gli artefici principali, insieme a Pedone, Bigica, Manighetti e Montanari corsero verso la bandierina e, in fila, camminarono a quattro zampe, sorprendendo gli spettatori.
Il Bari meritò ampiamente la vittoria contro i nerazzurri di Ottavio Bianchi: ordinati e incisivi, affondarono, con rapidi contropiede, la difesa interista prima con Guerrero, che dopo appena settanta secondi di gioco approfittò di uno scivolone di Bergomi per infilare Pagliuca con un bolide sotto l’incrocio, e poi con un gol di testa del “Cobra” Tovalieri, allo scadere del primo tempo, su assist dello scatenato Gautieri. Nella ripresa, al 72′, arrivò la rete del nerazzurro Darko Pancev. Il risultato, però, avrebbe potuto essere ben più ampio se il colombiano, forse appagato dall’aver raggiunto la prima rete in campionato, non avesse colpito il palo e mancato più volte la doppietta. L’Inter, invece, in balia del Bari, salvo qualche fiammata dell’olandese Bergkamp neutralizzata da “Jimmy” Fontana. A fine gara, grandi applausi per i baresi e fischi per i nerazzurri. Ma, da quel momento, il “trenino” non abbandonerà mai la squadra, e saranno tanti i calciatori biancorossi che, dopo aver gonfiato la rete, si inventeranno “capotreno” sul prato del San Nicola e negli stadi d’Italia: Guerrero, Tovalieri e lo “Zar” Igor Protti, su tutti, poi Ventola e Barreto, per citarne alcuni, finendo ai più recenti Maita e Bellomo. Quel “treno” diventò ben presto l’incubo degli avversari, un po’ come accadde agli spettatori del treno della storica proiezione cinematografica dei fratelli Lumière. Scorrono gli anni, ma il trenino del Bari e quella storica vittoria contro l’Inter, sono ormai un cult intramontabile.
INTER: PAGLIUCA, BERGOMI, CONTE (59′ BAROLLO) ORLANDO, FESTA, BIA, ORLANDINI, JONK, PANCEV, BERGKAMP, FONTOLAN (46′ DEL VECCHIO) AII.:BIANCHI
BARI: FONTANA, MONTANARI, MANIGHETTI, BIGICA (46′ ANNONI), MANGONE, RICCI, GAUTIERI, PEDONE, TOVALIERI (72′ BARONE), GERSON, GUERRERO All.: MATERAZZI
ARBITRO: CINCIRIPINI
RETI: 2′ Guerrero, 42′ Tovalieri, 76′ Pancev. Ammoniti: Bergkamp, Ricci, Gautieri, Manighetti.








