Sei anni che non è più tra noi. Ricorre oggi l’anniversario della morte di Phil Masinga, storico attaccante del Bari dal 1997 al 2001, deceduto il 13 gennaio 2019 all’età di 49 anni. Acquistato dalla Salernitana nell’estate del 1997, la punta sudafricana non ci mise molto a entrare nelle simpatie della tifoseria biancorossa. Bari è stata sicuramente la parentesi più fortunata della sua carriera: 24 goal in 75 partite con la maglia dei “galletti”. Possedeva una grande forza fisica e grinta, e un buon fiuto del gol che gli permise di segnare reti memorabili alle grandi squadre.
Una sua rete, siglata al 77′, regalò al Bari l’indimenticabile vittoria a San Siro contro l’Inter di Ronaldo (18 gennaio 1998, 0-1), ripetendosi contro i nerazzurri nella gara di ritorno giocata al San Nicola, dove una sua rete siglata all’89’ consentì ai ragazzi di Fascetti di battere nuovamente l’Inter di Gigi Simoni e Ronaldo (10 maggio 1998, 2-1), ottenendo la permanenza in serie A. Diventato “bestia nera” dei nerazzurri, il 1° novembre 1998 una sua doppietta (Inter-Bari 2-3) permise ai biancorossi di espugnare ancora una volta lo stadio interista, regalando vittorie a un Bari che faceva sognare i tifosi. Quelle tre vittorie consecutive contro l’Inter, firmate da Masinga, entrarono di diritto nella storia del Bari. Vittima illustre del sudafricano fu anche il Milan di Capello: il 5 aprile 1998 un suo gol all’81’ annientò i rossoneri, facendo esplodere il San Nicola.
Tra le altre reti, segnò anche a Gigi Buffon nella sfida contro il Parma, e contro la Roma di Zeman. Si ricorda anche il suo gol decisivo in una delle gare più ricordate dai tifosi: in Perugia-Bari (6 novembre 1999), in cui avvenne la famosa lite a fine partita tra i compianti presidenti Luciano Gaucci e Vincenzo Matarrese, siglò la rete del 2-1. Vestì anche la maglia della Nazionale sudafricana, con 19 gol in 58 presenze, risultando il quinto miglior marcatore della storia della Nazionale. Lasciò Bari nel 2001, dopo una buona esperienza con la maglia biancorossa. Se ne andò il 13 gennaio 2019, in un ospedale di Johannesburg, dopo una lunga malattia. Ma i baresi, tutt’oggi, ricordano con grande affetto e simpatia quel gigante buono con la maglia numero 11.







