Se ne va uno dei portieri più rappresentativi della storia del Bari: Giuseppe Spalazzi, chiamato simpaticamente “Bibi”, è morto nelle prime ore di giovedì 17 luglio, all’età di 82 anni. Nato ad Agazzano, in provincia di Piacenza, il 17 marzo 1943, arrivò nel Bari di Angelo De Palo nell’estate del 1968, nella trattativa che portò Mujesan al Bologna in cambio di sei calciatori (Tentorio, Farà, Galli, Tonoli, Paganini e lo stesso Spalazzi), per rinforzare la squadra di Lauro Toneatto che con lui fu subito promossa in serie A.
Difese la porta biancorossa sino al 1972, giocando nel ’71 anche gli storici spareggi promozione a Bologna e Napoli, rispettivamente contro Atalanta e Catanzaro, legando il suo nome alla storia del club barese con 121 presenze di campionato in quattro stagioni, in cui è stato allenato da Toneatto, Oronzo Pugliese e Matteucci. La sua caratteristica era quella di difendere i pali senza i guanti da portiere.
Molto amato dalla tifoseria barese, per la sua grande agilità e spericolatezza nei movimenti fu soprannominato “kamikaze”. “Ho perso davvero un grandissimo amico — dice l’ex biancorosso Pasquale Loseto a Telebari — Ci sentivamo sempre ed ero in contatto con la sua famiglia per avere notizie anche negli ultimi tempi, in cui non stava molto bene. Era un ragazzo eccezionale, siamo stati compagni di squadra per quattro stagioni e abbiamo dormito insieme allo stadio per tre anni. Si emozionava quando parlavamo dei nostri trascorsi a Bari.
In campo, oltre a parare senza guanti, era davvero bestiale nelle uscite: una specie di acrobata. Era un giocherellone, e si faceva voler bene. Ricordo che gli piaceva sentirmi cantare, la nostra era un’amicizia molto genuina. Per me rimarrà uno dei più forti portieri della storia del Bari”.










