mercoledì 23 Settembre 2026
  • Meteo
  • Palinsesto
  • App
  • Pubblicità
  • Redazione
  • Seguici su Discover
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport
  • Home
  • Cronaca
  • Attualità
  • Sport
  • Eventi
  • Storie
  • Programmi
    • 91° Minuto
    • TB Sport
    • Telegiornale
  • Diretta TV
  • Contatti
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport
  • Home
  • Cronaca
  • Attualità
  • Sport
  • Eventi
  • Storie
  • Programmi
    • 91° Minuto
    • TB Sport
    • Telegiornale
  • Diretta TV
  • Contatti
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport
Live
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Home » Sport » Biancorossi per sempre, i ricordi di Italo Florio idolo della tifoseria: “Per il Bari ho pianto due volte” – FOTO

Biancorossi per sempre, i ricordi di Italo Florio idolo della tifoseria: “Per il Bari ho pianto due volte” – FOTO

diVincenzo De Rosa
11 Ottobre 2025
A A
Florio3

© Riproduzione riservata

CondividiTwittaInvia

Il tredicesimo appuntamento di ‘Biancorossi per sempre’ è dedicato a uno degli idoli indiscussi della tifoseria biancorossa: Italo Florio. Nato a Cosenza il 12 agosto 1953, ha vestito la maglia numero 11 dei ‘galletti’ in quattro campionati, dal 1972 al 1976 (due di serie B e due di serie C, più le 4 presenze nel 1976-77), collezionando 117 presenze e 20 gol (14 reti nel 1974-75). Dotato di estrema fantasia, grazie alle sue doti tecniche e alla sua florida creatività calcistica, è ricordato come uno dei calciatori più estrosi della storia biancorossa. Memorabile la sua seduta sul pallone, durante un match al ‘della Vittoria’. “Con Florio e Tivelli i gol più belli” e “Florio drogaci”, erano alcuni slogan realizzati allo stadio dai tifosi. Oggi, 72enne, vive a Firenze ed è dirigente dell’Impruneta Tavarnuzze, una società di calcio giovanile alle porte di Firenze.

Italo, come ci si sente a essere ricordato ancora oggi, dopo cinquant’anni, come uno dei calciatori più forti della storia del Bari?

“Mi riempie d’orgoglio. Mi fa enormemente piacere, ma è reciproco: Bari ce l’ho sempre nel cuore. Lo stesso affetto che sento, ce l’ho io per la città. Quello che manca nel calcio di oggi è proprio l’affetto tra i giocatori e il pubblico e tra i giocatori e la società. Io per il Bari ho pianto, e non me ne vergogno a dirlo: quando andai via, e quando il Catania ci soffiò la vittoria del campionato”.

Com’è iniziata la sua favola biancorossa?

“Mi volle Regalia, quando nel 1972 il Bari iniziò la politica dei giovani. Mi vide in una gara giocata a Bologna, quando militavo nella formazione “De Martino” della Fiorentina”.

È stato contento di arrivare in una piazza come Bari?

“Devo dire la verità: sono venuto malvolentieri perché mi sentivo tradito dalla Fiorentina, con cui avevo esordito in A, che mi cedette in comproprietà. Il primo mese fu tremendo, ritardai anche ad arrivare in ritiro. Ma bastò poco: in appena due mesi, sbocciò l’amore per il Bari e per Bari”.

Com è stato il suo primo campionato barese?

“Molto bello: a fine campionato, la Fiorentina mi voleva riscattare ma rifiutai per restare a Bari”.

E la stagione più bella?

“Tutte belle. La più bella fu la serie C 1974-75”.

Nel suo periodo biancorosso ha realizzato 20 gol in campionato. Qual è stato il più bello?

“Contro il Genzano, in serie C: dribblai quasi tutti e feci gol. Il gol più importante, invece, fu contro il Catanzaro: pareggiammo e poi feci il gol del 2-1; la gara finì 3-1. Non fu un gesto tecnico eccezionale, ma fu di grande importanza. Di gol ne ho fatti fare tanti: chi ha giocato con me, ha sempre fatto gol”.

C’è un episodio accaduto in campo che le è rimasto impresso?

“Contro il Frosinone: feci gol all’ultimo minuto, ma fu un po’ triste perché a qualcuno venne un infarto sugli spalti”.

Un infarto? Sul serio?

“Sì e fu tremendo. Perdevamo 1-0, ma a sette minuti dalla fine pareggiammo su rigore, e poi, a pochi istanti dal fischio finale, feci il gol vittoria, dribblando qualche difensore. Ma prima di fare gol, persi tempo con qualche dribbling di troppo: mi fermai davanti al portiere, me ne dribblai un altro, e la gente impazzì perché furono attimi da cardiopalma. Vidi delle ambulanze e tanto panico sugli spalti, e mi preoccupai. Fu un gol traumatico per i deboli di cuore”.

E quando, invece, si è seduto sul pallone?

“Un momento particolare (ride, ndr). Fu contro l’Arezzo: c’era un terzino che mi diede un sacco di botte, e a un certo punto lo feci venire verso di me, gli feci un tunnel e mi sedetti sul pallone. L’unico modo per prendermi qualche soddisfazione, era prenderlo in giro. Fui ammonito. Il pubblico venne giù dall’euforia”.

Mi auguro non ci siano stati altri infarti sugli spalti.

Può interessarti

Bari, Buonfiglio presenta il Trofeo Coni e glissa sul calcio: “Multiproprietà? Parliamo d’altro” – VIDEO

SSC Bari, quanti infortuni muscolari: a Burgio, Celli e Gomez si aggiunge Mantovani

“Bari al centro”, la squadra di basket Duma si presenta: “Portiamo sport e allegria al Libertà” – VIDEO

“No (ride, ndr). Fu una scena quasi comica”.

Immagino che il rapporto con i tifosi baresi sia stato fantastico.

“Meraviglioso. Ero senza dubbio il loro idolo. Nell’estate del ’76, raccolsero 20mila firme per non farmi andare via. Ricordo un aneddoto: Durante una mia premiazione, in un club a Santa Fara, rubarono il mangianastri dalla mia auto. Me ne andai molto arrabbiato, ma dopo due ore mi riportarono il mio mangianastri, con otto cassette in omaggio. In ogni posto della città, trovavo grande affetto dei tifosi”.

Che auto aveva?

“Una mini 1000. Poi, a Bari, presi una Gt 1300”.

Ricorda un episodio simpatico?

“Una domenica, poche ore prima della partita, dopo aver mangiato al circolo della Vela, vicino al “Margherita”, mi diressi verso lo stadio. Trovai, però, un muro di macchine che sventolavano bandiere, e in più c’era la Fiera del Levante. Iniziai a suonare continuamente il clacson, perché era tardi, quando un vigile mi disse di smettere di suonare, e io gli risposi che dovevo andare allo stadio. Lui mi rispose: “E perché tutta questa gente dove crede che deve andare?”. Gli risposi:” Ma io devo andare a giocare!”. Il vigile mi guardò bene, mi riconobbe e in un attimo arrivarono tre vigili che mi fecero arrivare allo stadio in due minuti. Bellissimo”.

Nel 1976 lasciò Bari e fu ceduto alla Reggiana. Perché?

“L’allenatore Losi arrivò con tre calciatori che non erano proprio all’altezza, e capii che stava cambiando qualcosa. Ma per restare a Bari, precedentemente avevo rifiutato Parma, Sampdoria e Napoli, perché preferivo giocare davanti a 40mila spettatori, piuttosto che in A davanti a 5mila. Come l’attore di teatro o cinema: io sono sempre stato per il contatto col pubblico”.

 

1 Di 4
- +
Florio4
Florio3
Florio2
Florio1

C’è un posto di Bari che ha amato particolarmente?

“Il lungomare e la zona del Grande Albergo delle Nazioni. Ho abitato lì per un periodo, ma anche a Santo Spirito, vicino al Policlinico e, nell’ultimo anno, vicino la Questura”.

Che rapporto ha avuto con il presidente De Palo?

“Meraviglioso. Una persona squisita, un galantuomo. Presidenti così non ce ne sono più”.

Con quale allenatore del Bari è andato maggiormente d’accordo?

“Un po’ con tutti”.

Nessun problema con gli allenatori?

“Con Pirazzini: inizialmente mi mise un po’ in discussione, ma quando fu esonerato mi disse che se non mi fossi infortunato, non sarebbe stato esonerato. Fu una bella soddisfazione”.

Il momento più difficile in biancorosso?

“Quando mi infortunai. Furono tre mesi difficili: decisi di non operarmi, ma la gamba dava problemi e quando rientrai ci vollero due mesi per tornare in forma. Rientrai in una gara a Vasto, davanti a 5mila baresi: appena mi videro in campo, fecero un’ovazione che mi mette i brividi ancora oggi”.

E il suo rapporto con la cucina barese?

“Mangiavamo in ristoranti in cui lavorava gente che ha fatto la storia culinaria della città. Il crudo di mare non l’ho mai mangiato, perché ero traumatizzato dal colera. Amavo le orecchiette alle cime di rapa, la crudaiola e la focaccia. Ci sono piatti che mia moglie cucina ancora oggi, per mantenere quel legame con Bari”.

Come descriverebbe il calciatore Italo Florio?

“Passione, gioco e molta tecnica. Il mio punto di forza era il dribbling sulla linea di fondo campo: in 40 centimetri riuscivo a dribblare tutti, e poi facevo fare gol. Dalla bandierina alla porta era il mio momento magico: i tifosi aspettavano soprattutto quegli attimi”.

Bari cos’è stata per lei?

“Il periodo più importante della mia vita. Dopo la delusione della Fiorentina, è nato un amore che sento ancora oggi. Firenze è stato il mio primo amore, Bari il mio grande amore”.

Nel Bari ha avuto un soprannome?

“I tifosi mi chiamavano in vari modi, tra cui Paperino, per le gesta”.

Segue il Bari?

“Marginalmente. È un momento difficile, bisogna trovare l’amalgama. Mi dispiace che il pubblico si stia disinnamorando: fa male vedere lo stadio così vuoto. Ai miei tempi eravamo in 40mila. Bari meriterebbe di stare sempre in serie A”.

Cosa fa oggi?

“Mi diverto ancora con il calcio, da dirigente di una società giovanile”.

© Tutti i diritti riservati, riproduzione vietata.
Vuoi leggere più notizie di Telebari su Google?

Aggiungici alle tue fonti preferite: Google potrà mostrarti più spesso le nostre notizie nei risultati.

Aggiungi Telebari alle fonti preferite

Vincenzo De Rosa

Leggi anche

Whatsapp Image 2026 09 19 At 15.14.56 (1)
Sport

SSC Bari, problemi in attacco? Ci pensa Butic

21 Settembre 2026
Sorrento Bari 1 2, Tamborra: “la Differenza La Fa Cerofolini. Decisivo In Questa Vittoria” – Video
Sport

Sorrento-Bari 1-2, Tamborra: “La differenza la fa Cerofolini. Decisivo in questa vittoria” – VIDEO

19 Settembre 2026
Fotoeffetti.com
Sport

Sandro Mazzola e quel legame con la Puglia, dalle estati a Giovinazzo alle sfide contro il Bari

19 Settembre 2026

Aggiungi Telebari alle tue fonti preferite e ricevi più notizie locali nei risultati Google.

Aggiungi Telebari alle tue fonti preferite su Google

Leggi anche

Incendio (1)

Bari, incendio su viale Europa: si alza una nube di fumo nero. Traffico in tilt

22 Settembre 2026

Crac FSE, chieste 13 condanne in appello: 12 anni per l’ex amministratore unico Fiorillo

22 Settembre 2026
Img 20260922 Wa0041

Bari si candida a Capitale italiana del volontariato 2028: “Promuoviamo un modello di comunità”

22 Settembre 2026
Splif

Musica, incontri e proiezioni: ecco il San Pasquale Libero Festival. Dal 2 al 4 ottobre – IL PROGRAMMA

22 Settembre 2026
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport

Telebari è la tv privata più antica d’Italia, in onda dal 1973.
Ogni giorno raccontiamo Bari, la provincia e la Puglia con notizie in tempo reale, servizi video, approfondimenti, cronaca, attualità, sport ed eventi.
Seguici online su Telebari.it e guardaci sul canale 17 del digitale terrestre.

Su di noi

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • La Redazione
  • Standard Editoriali e Trasparenza
  • Per la tua Pubblicità su Telebari

Informazioni

  • App
  • Diretta TV
  • Palinsesto
  • Meteo
  • Newsletter
  • Privacy
  • Sitemap
  • News
  • In
  • Seguici su Discover
  • Radiobari
  • Teletrani
  • Sardiniapost

© Tele Bari srl - 2023 - Editore Dante Mazzitelli - Direttore Responsabile Maddalena Mazzitelli - P.iva 00412820722 - Telebari.it è una testata registrata presso il tribunale di Bari n° 449 - Credits

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • In primo piano
  • Cronaca
  • Attualità
  • Politica
  • Sport
  • Eventi
  • Storie
  • Territorio
    • Bat
    • Brindisi
    • Foggia
    • Lecce
    • Taranto
  • TV
    • 91° Minuto
    • TB Sport
    • Telegiornale
    • Programmi
    • Palinsesto
  • Servizi
    • Meteo
    • App
    • Seguici su Google
  • Telebari
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Redazione
    • Per la tua Pubblicità su Telebari
    • Standard Editoriali e Trasparenza

© Tele Bari srl - 2023 - Editore Dante Mazzitelli - Direttore Responsabile Maddalena Mazzitelli - P.iva 00412820722 - Telebari.it è una testata registrata presso il tribunale di Bari n° 449 - Credits