Nessuna proroga, la multiproprietà nel calcio italiano terminerà il primo luglio del 2028. A confermalo è stato Gabriele Gravina, presidente della FIGC, durante un incontro con il sindaco di Bari, Vito Leccese, e il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Un confronto, nato in occasione della presentazione del torneo delle regioni, durante il quale le istituzioni hanno chiesto ulteriori rassicurazioni sull’indifferibilità del termine ultimo per lo scioglimento delle multiproprietà nel calcio professionistico.
Un’indiscrezione di stampa emersa poche settimane fa ha riacceso i fari sulla questione multiproprietà. Gravina starebbe lavorando sottotraccia per declassare la Lega Pro dal professionismo al dilettantismo. Un’operazione, pensata per abbattere i costi e sostenere economicamente i club che militano nelle serie minori, che avrebbe potuto riguardare anche i tifosi biancorossi. La SSC Bari, in caso di retrocessione, non apparterrebbe più alla sfera del calcio professionistico: una situazione che avrebbe potuto consentire alla Filmauro di mantenere sia la gestione della squadra biancorossa che quella del Napoli. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’incontro, questa possibilità è da escludere categoricamente: il declassamento della Serie C sarebbe un’operazione esclusivamente di tipo fiscale che non modificherebbe il vincolo sulla multiproprietà. La famiglia De Laurentiis dovrà quindi risolvere la questione entro e non oltre il 2028.
“Questa data – ha dichiarato il sindaco Leccese – non va considerata un traguardo lontano: qualora la società non venisse ceduta entro quel termine, ciò comporterebbe per la proprietà la perdita definitiva del titolo sportivo. Ringrazio il presidente Gravina per le risposte fornite, che riguardano non solo il futuro di una squadra di calcio, ma la passione di un’intera città e le legittime ambizioni sportive di una tifoseria calorosa e profondamente legata ai propri colori come quella barese”.







