Sandro Mazzola e quel legame con la Puglia, dalle estati a Giovinazzo alle sfide contro il Bari

Si è spento all’età di 83 anni Sandro Mazzola, colonna portante della Grande Inter e leggenda della Nazionale italiana. L’ex campione si è arreso a una malattia contro cui combatteva da tempo, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dello sport, che perde una delle sue figure più iconiche, eleganti e rappresentative. Protagonista assoluto dell’epopea nerazzurra guidata da Helenio Herrera negli anni ’60, Sandro Mazzola ha legato l’intera carriera professionistica a una sola maglia (570 partite tra il 1961 e il 1977), conquistando quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.

Con la Nazionale fu campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del Mondo in Messico nel 1970, restando impresso nella memoria collettiva anche per il celebre dualismo con Gianni Rivera. Ma Mazzola nutriva un profondo legame con la Puglia e Giovinazzo: un affetto viscerale nato durante l’infanzia al seguito di sua madre e suo padre, l’indimenticabile Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, che spesso trascorrevano le vacanze estive a Giovinazzo da alcuni parenti, portando con sé i figli. È proprio sulle coste della cittadina adriatica che il bambino Sandro si tuffava per i bagni al mare estivi, costruendo ricordi indelebili che ha sempre custodito con gelosia e affetto nel corso degli anni, rimarcando la sua gratitudine verso la terra pugliese.

Questo legame speciale è stato suggellato qualche anno fa, quando la città di Giovinazzo ha voluto rendergli omaggio intitolando ufficialmente uno scoglio a papà Valentino Mazzola, simbolo di una memoria storica e di un affetto reciproco che il tempo non ha mai scalfito. Anche sul piano agonistico, Bari ha incrociato il cammino del fuoriclasse nerazzurro: nel corso della sua carriera, Sandro Mazzola ha firmato in serie A due reti contro i ‘galletti’.

La prima arrivò nello storico stadio della Vittoria, in una sfida del 23 ottobre 1963 terminata 1-1 contro il Bari di Tommaso Maestrelli: Mazzola, in campo con le “stelle” Jair, Mariolino Corso, Suarez e Facchetti, al 74′ rispose al gol biancorosso di Giammarinaro; il secondo gol ai baresi, invece, fu siglato l’8 marzo 1964 sul prato di San Siro, nella vittoria per 3-0 della sua forte Inter al Bari di Paolo Tabanelli. Con la sua scomparsa se ne va molto più di un campione di calcio: si spegne un simbolo di classe e compostezza, un uomo capace di portare con fierezza un cognome gigantesco e di lasciare un segno profondo nella storia dello sport e nel cuore della sua amata Puglia.

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