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mercoledì 28 Luglio 2021
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5 motivi per cui l’Italia di Mancini ha trionfato

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Ci sono delle immagini, nella vita di un tifoso, che difficilmente potranno essere cancellate. Una di queste è sicuramente quella di Grosso sul dischetto, nella notte magica del 9 luglio 2006. Grazie al suo destro andato a segno, l’Italia divenne per la quarta volta Campione del Mondo.

Anche l’estate 2021 è iniziata all’insegna del buon calcio. Gli azzurri, guidati dal CT Roberto Mancini, hanno alzato al cielo un’altra coppa, quella degli Europei di calcio. Dopo aver battuto ai rigori la squadra di casa a Wembley, l’intera rosa ha festeggiato ai piedi della propria curva, regalando attimi di pura gioia.

Solo pochi anni fa, nel 2018, l’Italia venne eliminata dalla Svezia nei gironi di qualificazione per i Mondiali in Russia. Grazie al nuovo team, quell’incubo sembra essere soltanto un bruttissimo e lontano ricordo. In attesa di Qatar 2022, ecco i 5 motivi per cui l’Italia di Mancini ha trionfato sugli avversari più quotati, come Belgio e Francia.

Il perfetto equilibrio in difesa tra la vecchia e la nuova generazione

Senza Chiellini e Bonucci, l’Italia non avrebbe quella marcia in più che la contraddistingue. Grazie alla loro esperienza e capacità fisica, i due difensori riescono non solo a murare la propria metà campo, ma anche a sollevare il morale della squadra.

Non si deve, però, sottovalutare l’importanza di alcune presenze, che si sono particolarmente distinte nell’ultimo campionato.

Leonardo Spinazzola – classe 1991 – è sicuramente una di queste. Il suo, però, è stato un Europeo sfortunato: considerato il giocatore più veloce in scatto, ha subito un terribile infortunio al tendine di Achille nell’ultimo quarto di Italia-Belgio.

A differenza della rosa precedente, il cambio generazionale non è stato così deleterio. Equilibrata e scattante, la difesa azzurra è, attualmente, tra le migliori in Europa.

La punta d’oro di Genova

Gli attaccanti convocati dal CT Mancini per EURO 2020 sono stati Berardi, Belotti, Bernardeschi, Immobile, Raspadori, Insigne e Chiesa. Nonostante i celebri nomi presenti, soltanto due sono stati gli atleti che si sono particolarmente distinti.

Il primo è Lorenzo Insigne: con il suo famigerato ‘tiraggir’ ha segnato la rete decisiva per la vittoria di Italia-Belgio. Scattante e determinato, l’attaccante partenopeo ha confermato, soprattutto nelle prime partite della competizione, di avere carattere e grinta da vendere.

Un altro protagonista indiscusso è stato Federico Chiesa. In ogni singola partita, la giovane punta juventina ha regalato ai propri tifosi delle inaspettate perfomance da standing ovation. In caso di necessità, è possibile vedere tutti i goal online.

Figlio d’arte, l’atleta può contare sull’estrema rapidità dei movimenti e sulla grande forza di tiro. Grazie all’elevata qualità delle sue prestazioni, è stato inserito insieme a Donnarumma, Bonucci, Spinazzola e Jorginho nel XI All Star Team.

La solidità e sicurezza di Gianluigi Donnarumma

Degno erede dell’omonimo Buffon, l’estremo difensore stabiese è stato definito l’atleta migliore di EURO 2020. Quest’assegnazione di certo non stupisce: a parte una lieve distrazione nel corso dei primi minuti della finale, il portiere non ha perso colpi.

Decisivo è stato il suo ruolo nei calci di rigore contro l’Inghilterra, occasione in cui ha avuto la meglio sui rigoristi Sancho e Saka.

L’elevato livello di maturità calcistica sembra non combaciare con la sua età anagrafica: Donnarumma, infatti, è nato nel 1999 ed ha attualmente solo 22 anni.

Il ruolo attivo dei centrocampisti

Un altro aspetto importante della Nazionale risiede nell’estrema qualità dei suoi centrocampisti. Verratti, Locatelli e Jorginho hanno dimostrato, nel corso di EURO 2020, come un gioco tattico, paziente e rapido possa diventare insidioso.

Ben resistenti ai pressing ed efficienti nella copertura, i tre giocatori hanno avuto un ruolo fondamentale nel corso di questa competizione.

Nonostante un leggero calo di prestazione di Verratti e Locatelli in tempi alterni, il bilancio totale sulle performance dei due è comunque sicuramente positivo. Quasi perfetta, invece, quella di Jorginho.

Il determinante contributo di Roberto Mancini

Nel calcio così come in guerra, si vince soltanto se si dispone della giusta guida. Roberto Mancini è stato sicuramente all’altezza di questo ruolo.

Elegante e ponderato, ha dimostrato estrema tatticità soprattutto durante il critico match Italia-Austria. Grazie all’ingresso di Chiesa e Pessina su Berardi e Barella nei tempi supplementari, gli azzurri hanno avuto la meglio sugli ormai stremati avversari, mettendo a segno ben due reti.

Grazie all’efficienza della squadra e del CT, i tifosi potranno di nuovo nutrire grandi speranze per Qatar 2022. Che sia giunto il momento del tanto atteso riscatto? Per avere una risposta occorre attendere fino al 21 novembre 2022, data ufficiale della cerimonia di apertura dei prossimi mondiali.


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