Il Bari capolista sogna di torna nel calcio che conta quanto prima. Il progetto della società sembra non fermarsi a questa stagione, ma guardare oltre. Un doppio salto di categoria che potrebbe riportare i Galletti in Serie A forse già nel 2023. Prima però c’è da scalare dalla Serie C alla Serie B.
La partenza del campionato a tutto gas ha dato fiducia all’ambiente, accendendo i riflettori sulla squadra guidata da mister Mignani. Il Bari fa parte della storia del calcio italiano e richiama l’attenzione degli appassionati non soltanto locali. Anche a livello nazionale i biancorossi hanno un appeal non appannato dalle recenti vicissitudini sportive (vedi fallimento sportivo nel 2018).

I provider di scommesse sportive più noti come Williamhill.it sports calcio stanno registrando l’apertura di nuovi scenari: non ci sono soltanto le squadre di Serie A e la Champions League a catalizzare l’attenzione degli appassionati. Le compagini come il Bari, costruite per vincere, portano qualità nelle serie minori. Inoltre la storia calcistica e il nutrito seguito di appassionati di club gloriosi come il Bari – ma anche come il Foggia, il Palermo e il Catania (che militano nello stesso Girone) – danno un’importante spinta alla crescita di tutto il comparto scommesse.
Ecco perché i bookmakers più quotati considerano possibile il doppio salto e il ritorno dei Galletti di Puglia nella massima serie entro il 2023. L’ultima partita di Serie A disputata dal Bari risale alla stagione 2010/2011 e questa Serie C sembra una tappa di passaggio verso palcoscenici all’altezza della storia della società pugliese.
Bari in corsa verso la B
Il Bari capolista non ha incontrato grossi ostacoli in questa stagione e sta mantenendo a distanza le dirette concorrenti per la promozione (Catanzaro e Virtus Francavilla su tutte), nonostante un piccolo passaggio a vuoto fisiologico nell’ultimo periodo. La squadra però ha saputo reagire e sta cercando quella continuità di risultati, decisiva per dare un segnale forte e imprimere la propria impronta su questo campionato.
L’obiettivo è confermare il ruolo di favorita assegnatogli di diritto dagli addetti ai lavori e migliorare le statistiche già di sé incoraggianti.
55 punti all’attivo, con 16 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte e uno score di 44 reti fatte (27 delle quali nelle gare casalinghe) e 21 reti subite. Al San Nicola, i biancorossi hanno conosciuto una sola sconfitta (1-2 contro il Messina) e la società punta a fare dello stadio di casa un fortino inespugnabile. Così si spiegano le varie promozioni su biglietti e mini abbonamenti per riempire gli spalti dell’impianto di Renzo Piano. E l’importanza dei tifosi biancorossi è stata recentemente sottolineata dal mister Mignani in conferenza stampa: la passione è la migliore benzina per continuare la corsa verso un sogno impensabile fino a qualche anno fa.
Bari e le altre vittime illustri dei fallimenti calcistici
La lista dei fallimenti recenti delle squadre di calcio italiane indica che questo fenomeno è diventato ‘normale’. Ma si può davvero definire normale un evento che spazza via decenni di storia di un club? Per i tifosi sicuramente no! Eppure la mala gestio diffusa e serie problematiche strutturali sono state la causa di un elenco lunghissimo di squadre cancellate dal calcio professionistico.
Se consideriamo gli ultimi 20 anni, il fallimento ha colpito la Fiorentina (2002), il Napoli (2004) e il Torino (2005): 11 scudetti in 3. Poi nel 2018 è toccato al Bari vedersi azzerare 110 anni di storia del club, mentre in Puglia hanno subito la stessa sorte: Brindisi, Fasano, Andria, Monopoli, Gallipoli, Brindisi, Foggia, Barletta e la lista potrebbe continuare.
La speranza per i Galletti è che, dopo il pronto ritorno nel calcio professionistico, la scalata non si interrompa e che proceda spedita verso nuovi, ambiziosi orizzonti.







