Terminato il calciomercato è arrivata anche l’ufficialità del rinnovo del contratto per il ds del Bari Ciro Polito. Queste le sue parole nella conferenza stampa di questa mattina:
INTRO DEL PRESIDENTE LUIGI DE LAURENTIIS: “Ci tenevo ad essere il sala stampa quest’oggi, ma tra vari impegni non potevo essere in città. Volevo celebrare e complimentarmi per il percorso fatto dal Bari fin qui partendo dalle prestazioni in Coppa Italia a queste prime partite di campionato.
Complimenti a Polito, a Mignani, allo staff e alla squadra che ha mostrato grande solidità in questa fase iniziale. E’ sicuramente un avvio di campionato che ha preso una piega interessante e mi auguro si possa continuare a costruire un percorso importante.
Complimenti anche ai tifosi del Bari perché ad oggi siamo primi come numero spettatori. L’emozione dei 35000 col Palermo le porterò dentro per tutta la vita persone ricrderò a lungo. E’ un riconoscimento al lavoro che tutti noi facciamo dalla mattina alla sera. Oggi è una giornata importante perché abbiamo ufficializzato l’accordo con il nostro ds che comunichiamo oggi, ma che già era in cantiere. Non c’è mai stato un dubbio su questo. Già in ritiro ci siamo stretti la mano e questo vale più di un contratto tra uomini veri. Polito ha dimostrato di essere abile e la persona adatta per le nostre ambizioni. È un leader di spogliatoio e aziendalista, ha tutte le qualità per me imprescindibili. Un rinnovo che era d’obbligo, fino al 2024 con opzione di prolungamento automatico al raggiungimento dei playoff. Questo sta a dimostrare le nostre ambizioni”.
LE PAROLE DEL DS POLITO:
SESSIONE DI MERCATO E ARRIVO SCHIEDLER: “Il mercato di B è diventato dispendioso e secondo me non è giusto andare dietro soltanto ai nomi con contratti onerosi e ultratrentenni. Schindler non era un’alternativa, anche se con Gytkiaer andavamo su un usato sicuro. Io metto davanti il gruppo e ho voluto costruire una squadra umile con un perché, senza dislivelli di ingaggi. Con un giovane in più puoi costruire un futuro per il Bari. E’ stata un’operazione che ha dimostrato di voler e poter investire”.
OBIETTIVI: “Io non mi pongo obiettivi perché la B a differenza degli altri campionati è molto diversa. Qui puoi anche sfiorare la vittoria senza voli pindarici, a differenza della A dove i valori sono pre stabiliti. Io penso di aver costruito una squadra umile che nel giro di 3 anni può fare qualcosa di importante. E quindi partita per partita cerchiamo di capire chi siamo. L’anno scorso il Crotone e il Vicenza avevano investito molto e sono retrocessi. Le partite sono molto equilibrate e tutti rischiano. Chi spende milioni non è detto che venga promosso. Io sono esigente, capisco che qualcosa ancora manca. Non può arrivare un altro terzino perché abbiamo la lista over completa e io non prendo giocatori tanto per prendere. Mazzotta è un giocatore d’esperienza per la B e nel momento in cui non si trova un’alternativa è giusto confermarlo. A gennaio gli scenari potrebbero cambiare, ma sempre a seconda di ciò che dirà il campo. Anche chi è venuto dalla C sta dimostrando il proprio valore, vedi Cheddira. La Mantia essendo stato a Lecce non è voluto venire e magari avrebbe bloccato la crescita di Cheddira. Questo a dimostrare che non serviva questo fantomatico attaccante. Poi ne ho presi altri due per stare tranquilli, tutti con caratteristiche diverse e capaci di dare diverse soluzioni”.
POSSIBILE CONVOCAZIONE COL MAROCCO PER CHEDDIRA: “Ufficialmente è arrivata la pre convocazione per Cheddira dal Marocco. A questo deve susseguire la vera convocazione. Sono venuti diverse volte a visionarlo. Probabilmente andrà a fare le amichevoli contro Cile e Paraguay, è una soddisfazione anche per noi. Il Marocco parteciperà ai mondiali quindi ho deciso di portare un attaccante in più per cautelarci, non possiamo impedire al calciatore di partire eventualmente con la nazionale”.
CASO MARRAS: “Ho speso tante parole negative per lui. Ha avuto il coraggio di rifiutare l’Ascoli perché pensava avrebbe lottato per non retrocedere dicendo che lui merita di giocare in squadre tipo il Cagliari con obiettivi di promozione. Ha rifiutato trasferimenti alle stesse cifre di Bari. Un pensiero per lui ce l’ho: Questo è il tuo mestiere, quando ci sono delle opportunità si parte come ho fatto io tante volte in carriera. Bisognerebbe arrivare a trovare una soluzione per le società che non riescono a liberarsi di questi calciatori che continuano a rifiutare varie destinazioni a parità di ingaggi. Una cosa grave è tenere calciatori che pur essendo fuori continuano ad essere pagati per non far niente. Quando vengo tradito ci rimango male. Ci sono principi su non si deve transigere. Loro pensano ai loro fatti e le società soffrono”.
PATRIMONIALIZZAZIONE DEL VALORE DELLLA ROSA: “È normale che si debba patrimonializzare con i giovani, poi quando questi fanno bene e arrivano i grandi club si fa fatica a trattenerli. Vedi Lucca con il Pisa che è finito all’Ajax. Io credo di costruire una squadra giovane con dei valori, poi faremo fatica a trattenerli se dovessero arrivare chiamate dalla A, ma adesso sono discorsi embrionali”.
PREOCCUPAZIONI SUL MERCATO: “Preoccupazioni non ne ho. Paradossalmente ne avevo più lo scorso anno. Ora pensiamo partita dopo partita e a costruire anno dopo anno. È chiaro che in B non è che puoi prendere sempre chi vorresti e mettere fuori chi non rientra nei tuoi piani. Il calcio è fatto di idee non solo di soldi. Bari è una piazza che ha bisogno di calciatori che sudano la maglia. Io per primo da calciatore ho sputato sangue in campo e voglio che la squadra abbia il mio stesso Dna, altrimenti si è fuori. Al momento sono pienamente soddisfatto, anche se ci si vuole sempre migliorare”.
RESPONSABILITA’: “Le responsabilità non mi preoccupano. Fa parte del mestiere. Sono sicuro che i nuovi si inseriranno e diventeranno parte integrante. Zaza? Io sono abituato a dire sempre la verità. A luglio non ci avevo mai parlato e non esisteva il pensiero. Sapevo che non sarebbe sceso in B. Un giorno ho parlato con il Torino di varie cose ed è venuto fuori questo discorso, ma io non volevo prendere in giro i tifosi. Non posso far creare entusiasmi che diventeranno poi delusioni. Alla fine ci ho provato con Simone, ma poi lui umilmente mi ha detto che la momento non se la sentiva di scendere di categoria. Scelte da rispettare perché in B si scende con la giusta mentalità. Vedi Antenucci e Di Cesare che sono degli esempi, continuano ad allenarsi e ad avere fame”.
CETER: “Sarà un valore aggiunto per me, l’ho visto giocare e ha uno strapotere fisico incredibile se sta bene. Salcedo non era previsto, ma non ho esitato quando si è presentata l’occasione. Inzaghi lo aveva bloccato per l’infortunio di Lukaku, poi hanno preso Acerbi e hanno dovuto cedere così ne ho approfittato. Non arrivava la firma nelle ultime ore perchè poi si è inserito anche Ronaldo il fenomeno che voleva portarlo al Valladolid. Decisiva è stata la sua scelta di volere solo Bari”.
BOTTA IN PANCHINA: “Appena non gioca un giocatore ne fate un caso. Qua non ci sono prime donne, io per lui stravedo però se il mister l’ha visto sotto tono è giusto che non giochi titolare. Era successo anche per Antenucci lo scorso anno. Tutti possono andare fuori, a volte la panchina è salutare e alza la soglia dell’attenzione. Non esiste nessun caso, così come per D’Errico. Mignani è una persona molto trasparente e come tutti gli allenatori fa delle scelte”.
PAVOLETTI: L’ho sentito, ma non l’ultimo giorno. Il ragazzo aveva dato apertura ad un trasferimento, ma il Cagliari ha bloccato tutto ed è finita lì. Voti non me ne do, l’importante è vedere una squadra agguerrita e garibaldina”.
ZUZEK: “Ha voluto solo il Bari. Le condizioni erano un po’ esose ma ha prevalso la volontà del ragazzo. Mi piace molto per qualità tecniche, era capitano al Koper. Non è ancora sceso in campo perchè è appena arrivato e la differenza tattica con l’estero c’è. Non è che dobbiamo buttarli tutti dentro per forza. Sta facendo il suo percorso e si sta adattando ai nostri ritmi. Sta trovando la giusta condizione perchè in Slovenia ci sono ritmi diversi in campionato”.
MALLAMO, MONCINI E LA MANTIA: “Mallamo lo volevo a titolo definitivo, ma l’Atalanta non voleva. Ho tirato tantissimo per lui ma mi sono dovuto accontentare del prestito. Moncini e La Mantia sono stati i primi calciatori che ho trattato. Con il primo siamo stati a pranzo, ma ci sono rimasto male perchè mi ha detto non voglio sbagliare la scelta. Era più una scommessa per me che per lui visto che non aveva fatto benissimo negli ultimi due anni. Forse voleva evitare la pressione di una piazza importante. Ha preferito andare da Venturato dove fece bene a Cittadella. Quindi il discorso si è chiuso lì. Ho trattato poi Colombo che poi è andato al Lecce in Serie A”.
BELLOMO E CAPRILE: “Ha voluto il Bari a tutti i costi anche scegliendo di ridursi l’ingaggio. Non ho mai visto un attaccamento così viscerale. Taibi mi ha detto che ha sempre spinto per tornare qui. Adesso ha una maturità tale che poi è davvero un valore aggiunto. Caprile da ex portiere non potevo farmelo sfuggire. È un giovane che ha iniziato bene ma deve migliorare come tutti. Il giocatore forte chi è? Il 20enne che ragiona come il 30enne. Sta bene con il gruppo e sono sicuro crescerà molto”.








